GUIDONIA – “Il campione mi ha violentata”, le giudici non le credono: ventenne assolto

Giovane promessa all’epoca 14enne racconta di essere stata abusata in hotel

Entrambi erano ospiti nello stesso hotel.

Lui, poco più che 18enne campione già affermato, arrivato da un estremo dell’Italia.

Lei, 14 anni compiuti, giovane promessa della stessa disciplina, proveniente dall’altro capo della Penisola.

A detta della ragazza, quella notte il fuoriclasse l’avrebbe violentata, ma non può dimostrarlo.

Per questo ieri, lunedì 8 giugno, il Tribunale di Tivoli ha assolto in primo grado perché il fatto non sussiste un 21enne italiano campione di tiro a volo imputato per violenza sessuale aggravata nei confronti di un’atleta minorenne.

Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha condiviso la tesi dell’avvocata Serena Lucia Missere scagionando il campione con la formula più ampia e ha revocato la misura del divieto di avvicinamento alla presunta vittima disposta dal Tribunale del Riesame il 2 ottobre 2024.

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Le indagini della Procura di Tivoli erano iniziate a seguito della denuncia presentata dalla ragazza.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, la presunta violenza sarebbe stata consumata domenica 5 marzo 2023 in una struttura ricettiva di Guidonia Montecelio, dove il 18enne e la 14enne alloggiavano insieme ad altri 290 atleti della stessa disciplina arrivati a Roma da ogni parte d’Italia per partecipare al Campionato d’Inverno di Tiro a Volo 2023 che si svolse presso l’impianto del Tav Roma in Via Lunghezzina, estraneo alla vicenda giudiziaria.

La ragazza raccontò di essere rimasta da sola in camera con il campione, il quale l’avrebbe  costretta a subire un rapporto completo nonostante la minorenne avesse detto più volte “no” cercando di respingerlo.

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Nel corso del processo al Tribunale di Tivoli hanno deposto alcuni testimoni e il racconto della presunta vittima è apparso lacunoso e contraddittorio, da qui la scelta delle giudici di assolvere l’imputato con la formula piena sintomatica del fatto che il reato contestato non è mai avvenuto nella realtà, oppure manca di uno dei suoi elementi oggettivi essenziali.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.

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