E’ stata eseguita ieri, venerdì 24 luglio, presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università “La Sapienza” di Roma l’autopsia sul corpo di Alessandro, il bimbo di 5 anni deceduto tragicamente mercoledì mattina 22 luglio durante il Centro estivo allo Stadio del Nuoto “Paolo Roghi” di Monterotondo (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Lo Stadio del Nuoto di via della Fonte a Monterotondo
L’esame è stato disposto dalla pubblico ministero della Procura di Tivoli Arianna Armanini che coordina le indagini dei carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Monterotondo.
Almeno per il momento il magistrato, come atto dovuto, ha iscritto nel registro delle notizie di reato il nome di 3 persone (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Si tratta di Alessandro C., 48 anni, coordinatore responsabile degli operatori di struttura, Marco F., 65 anni, e Luigi P., 71 anni, entrambi legali rappresentanti della “Roma Vis Nova”, la società che da anni gestisce l’impianto natatorio di proprietà comunale in via della Fonte.
L’ipotesi provvisoria è omicidio colposo.
La piscina in cui è avvenuta la tragedia è stata sequestrata dai carabinieri
L’attività’ investigativa è finalizzata a chiarire le cause del decesso, a ricostruire la dinamica dell’evento e soprattutto a verificare il funzionamento della catena dei soccorsi.
Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, mercoledì mattina per il piccolo Alessandro era il primo giorno di frequenza al Centro estivo organizzato dalla “Roma Vis Nova”, la società che da anni gestisce l’impianto natatorio di proprietà comunale in via della Fonte.
Il bimbo era arrivato da pochi giorni a Monterotondo insieme al fratellino e ai genitori, una coppia di professionisti che vive in Lussemburgo, per trascorrere le vacanze estive a casa dei nonni paterni, una famiglia molto conosciuta e stimata nella città eretina.
Pare che verso le ore 10 Alessandro stava facendo il bagno insieme ad altri 15 coetanei nella piscina esterna, una vasca lunga circa 15 metri utilizzata soprattutto in occasione dei centri estivi, con l’acqua molto bassa di poco superiore al metro.
Stando sempre alle prime informazioni, è stato un giovanissimo animatore a ripescare il bimbo dal fondo della piscina privo di coscienza, a trascinarlo a bordo vasca e a lanciare immediatamente i soccorsi.
A quel punto, è stato allertato il Numero Unico per le Emergenze 112, il 118, l’elisoccorso Ares e sono state contestualmente attivate tutte le procedure di emergenza, dall’uso del defibrillatore alle manovre di disostruzione.
A quel punto, è stato allertato il Numero Unico per le Emergenze 112, il 118, l’elisoccorso Ares e sono state contestualmente attivate tutte le procedure di emergenza, dall’uso del defibrillatore alle manovre di disostruzione.
Purtroppo si è rivelato tutto inutile: Alessandro è deceduto per arresto cardiorespiratorio.
L’esame autoptico eseguito ieri sarà fondamentale per stabilire se il bambino sia stato colto da un malore prima di annegare in piscina.
Un’immagine di Centro estivo presso lo Stadio del Nuoto
Ma sono numerosi i “buchi neri” da chiarire da parte della Procura di Tivoli.
Innanzitutto, il motivo per cui un bimbo di 5 anni fosse senza braccioli, obbligatori alla sua età, sempre qualora la prima dinamica emersa fosse confermata: ovvero che il giovanissimo animatore lo abbia soccorso sul fondale della vasca oramai esanime.
In secondo luogo, è da accertare quanto tempo Alessandro sia rimasto sott’acqua e quando gli animatori del Centro estivo lo hanno soccorso.
Fondamentali in tal senso saranno i filmati registrati dalle telecamere del sistema di videosorveglianza dello Stadio del Nuoto.

































