ANTICOLI CORRADO – “Io, paziente oncologica pestata a pugni e calci da tre donne in piazza”

La 46enne invalida racconta. Indagano i carabinieri, ma le telecamere comunali non funzionano

Gentile Redazione,

mi chiamo Sara e Vi scrivo perché desidero portare alla Vostra attenzione una vicenda che ha profondamente sconvolto la mia vita e che ritengo meriti di essere conosciuta.

Nella notte di venerdì 17 luglio 2026, intorno alle ore 00:30, ad Anticoli Corrado, in Piazza delle Ville dove risiedo, stavo passeggiando con mio marito e il nostro piccolo barboncino quando un bambino ha iniziato a spruzzare ripetutamente acqua con una pistola ad acqua verso di noi.

Venivamo continuamente bagnati tutti e tre, cane compreso.

Il nostro cane, infastidito dagli schizzi continui, ha iniziato ad abbaiare con insistenza.

Per tranquillizzare il cane ed evitare che la situazione degenerasse, mio marito si è allontanato di pochi metri con lui.

Io sono rimasta sul posto e ho chiesto al bambino, con calma e senza alcun contatto fisico né atteggiamento aggressivo, di smettere di bagnarmi.

Secondo quanto riferisco, il bambino in quel momento non era accompagnato da un adulto nelle immediate vicinanze.

Ho cercato di capire guardando intorno chi fosse la mamma del bambino o chi per lei avesse in affidamento il bambino essendo troppo piccolo per stare da solo.

Improvvisamente, senza alcun confronto o discussione precedente, sono stata aggredita alle spalle.

Una donna mi ha afferrata violentemente per i capelli da dietro, scaraventandomi a terra e facendomi battere con forza il capo sul suolo.

Mentre ero a terra, indifesa e incapace di proteggermi, sarei stata ripetutamente colpita con pugni e calci da tre donne.

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Durante l’aggressione mi sarebbero state rivolte frasi gravissime, tra cui “Ti ammazzo” e “Questa non puoi avere figli odia tutti i bambini”, parole che hanno colpito una delle ferite più profonde della mia vita.

A causa del tumore che ho affrontato, infatti, ho perso la possibilità di diventare madre.

Sentendo le mie urla, mio marito è immediatamente tornato indietro ed è intervenuto per cercare di sottrarmi all’aggressione, allertando contestualmente il 112.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno identificato le persone coinvolte, mentre il personale del 118 mi ha trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Tivoli.

Il referto del Pronto Soccorso documenta contusioni multiple da aggressione fisica con una prognosi iniziale di dieci giorni.

Da allora, tuttavia, le mie condizioni fisiche e psicologiche sono peggiorate e sono tuttora in corso ulteriori accertamenti.

Sono una persona invalida  civile con disabilità riconosciuta in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992.

Convivo da anni con gravi patologie croniche e sono attualmente in follow-up oncologico dopo un adenocarcinoma ovarico diffuso, stadio III C, che ha richiesto un’isterectomia totale, ulteriori interventi chirurgici e sei cicli di chemioterapia.

Quella notte non ho riportato soltanto lesioni fisiche. Ho perso anche il senso di sicurezza che ogni persona dovrebbe poter avere. Oggi vivo con dolore, insonnia, ansia, attacchi di panico e con la paura di uscire di casa.

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Le parole pronunciate durante l’aggressione continuano a riecheggiare nella mia mente e hanno aggravato una sofferenza che portavo già con me dopo anni di malattia.

Con l’assistenza di un avvocato ho presentato  formale denuncia affinché l’Autorità Giudiziaria possa accertare i fatti e le eventuali responsabilità.

Purtroppo ho appreso con enorme tristezza che le telecamere comunali presenti nella Piazza, che viene usata come salotto dai concittadini, per l’organizzazione di eventi pubblici, concerti musicali, enogastronomici e per qualsiasi altro evento che richiama affluenza nel piccolo paese di molte persone nel periodo estivo , non sono in funzione.

Premettendo che spesso durante gli eventi estivi sono accaduti già eventi di violenza soprattutto da visitatori non residenti.

Quello che ancora di più mi ha ferito è che nonostante la piazza fosse affollata nessuno è intervenuto, ma limitandosi a godersi l’indegno spettacolo . In un piccolo centro purtroppo sempre più la gente è omertosa per paura di ripercussioni, che enorme tristezza.

Ciò nonostante, nessuno dall’amministrazione comunale si è preoccupato di me, né tramite contatti diretti , telefonate o messaggi .

Si continua a far festa in piazza come nulla fosse accaduto .

Non scrivo queste righe per chiedere un processo mediatico né per sostituirmi al lavoro della magistratura. Chiedo soltanto che una vicenda come questa non venga dimenticata e che possa contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza, soprattutto quando colpisce persone già profondamente fragili”.

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