L’incendio che lo ha distrutto ĆØ una ferita profonda per la cittĆ , ma l’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli va riaperto al più presto per dare sicurezza e cura ai circa 350 mila abitanti del territorio.
E’ in sintesi l’appello lanciato agli amministratori pubblici da Sua Eminenza Monsignor Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e di Palestrina, durante la Santa Messa con il canto del Te Deum celebrata domenica 31 dicembre 2023 nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Tivoli in occasione della SolennitĆ di Maria Santissima Madre di Dio e Giornata Mondiale della Pace.
Durante l’omelia il Vescovo ha ricordato le guerre, da quella in Ucraina fino a quella esplosa il 7 ottobre 2023 nella Terra stessa dove ĆØ nato e vissuto Gesù, ha rammentato ai fedeli i femminicidi e i tanti episodi di violenza che ancora non cessano tra gli uomini, rivolgendo un pensiero a tante famiglie disgregate a causa di egoismi, superficialitĆ nei rapporti, infedeltĆ ad impegni assunti, alle vecchie e nuove povertĆ che avanzano e anche a chi a Tivoli ĆØ in cassa integrazione e teme il licenziamento dal proprio lavoro o che il lavoro proprio non ce lāha.
“Pensando alla nostra CittĆ come non ricordare poi la grande ferita che essa ha subito nella notte tra lā8 e il 9 dicembre dellāanno che si conclude con lāincendio del nostro Ospedale? – proseguito Monsignor Parmeggiani rivolgendosi al Sindaco Giuseppe Proietti e alle altre autoritĆ presenti –Ā Nellāanno che finisce certamente, la chiusura del nostro Ospedale a causa di un incendio di cui non conoscendo ancora le cause mi astengo dal giudicare, ĆØ stata una ferita grande.
Una ferita che grazie alla pronta attivazione del Centro Operativo Comunale nella notte tra lā8 e il 9 dicembre ĆØ stata arginata quanto al numero delle vittime per le quali stasera preghiamo. Ma una ferita, però, che, rimasta aperta, fa ancora paura alle oltre 350.000 persone che facevano riferimento al nostro nosocomio.
Fa ancora paura ai tanti ammalati, anziani, a tante mamme che devono partorire, ai tanti che ogni giorno andavano a curarsi presso di esso, al personale medico e paramedico che ha perduto il proprio abituale luogo di lavoro.
Da quel 9 dicembre ci sentiamo più fragili perchĆ© se dovessimo aver necessitĆ di cura della salute non abbiamo punti di riferimento vicini e perchĆ© la chiusura del nostro Ospedale pone sotto stress la cura che viene prestata in altri ospedali intorno a Tivoli per il numero maggiorato di pazienti che devono ospitare e curare ed il servizio di trasporto assicurato dalle ambulanze che dovendo percorrere lunghi tragitti si rivelano insufficienti alla bisogna”.
“Per promuovere la pace ā per la quale stasera e domani preghiamo –Ā occorre vincere la paura e sperare perchĆ© Dio non ci abbandonerĆ – ha detto ancora il Vescovo durante l’omelia – Ma occorre anche darci da fare, prevenire la protesta, le divisioni, il malessere sociale che crescendo potrebbe portare a forme di intolleranza, di episodi violenti ā Dio non voglia! -, di insofferenza verso la politica ā forma democratica di partecipazione dei cittadini alla conduzione della cosa pubblica ā.
Sicuro di interpretare anche il vostro pensiero, vorrei pertanto stasera nel rispetto dei tempi che la Magistratura deve prendersi per portare a termine le proprie giuste indagini, fare appello a tutte le istanze governative, regionali, dei comuni i cui cittadini fanno riferimento allāospedale di Tivoli, a tutti coloro che in qualche modo possono fare qualcosa affinchĆ© il San Giovanni venga riaperto in toto e al più presto.
La cura del prossimo che ĆØ ammalato ĆØ una forma speciale per generare rapporti umani autentici, per dare serenitĆ a chi ĆØ malato e ai suoi famigliari. Se desideriamo la pace chiedo con umiltĆ , ma anche con determinazione che tutti, – a partire dagli amministratori della cosa pubblica ai più alti livelli – si impegnino a far sƬ che i servizi essenziali da dare a questa cittĆ , a partire dallāOspedale – forma eminente di riconoscimento dei diritti dei cittadini alla salute e alla sicurezza ā siano al più presto riattivati.
Come ĆØ stato triste, nei giorni scorsi, aver appreso che nel napoletano, per mancanza di interventi tempestivi di soccorso e per la chiusura del Pronto soccorso di un ospedale vicino alla propria abitazione, una bimba di tre mesi ĆØ morta per bronchioliteā¦
Cari fratelli e sorelle, nelle forme che ci sono possibili, impegniamoci tutti affinchĆ© si realizzi in nostro desiderio. So che il nostro Sindaco sta facendo tanto, ma non basta! Impegniamoci con la preghiera, contattando e sollecitando chi può intervenire economicamente e con provvedimenti speciali e dāurgenza a favore di questa ferita che rimarginandosi darĆ serenitĆ e prospettiva di futuro alla nostra comunitĆ .
Te Deum laudamus. Ti ringraziamo dunque o Signore per i doni che ci hai fatto in questo anno che tramonta”.




























