Con la tecnica del finto carabiniere aveva raggirato unโanziana, dopo aver simulato al telefono la voce del figlio disperato che chiedeva di aiutarlo.
Cosรฌ a finire in manette รจ stato un quarantenne napoletano, uscito dal carcere tre settimane fa per aver truffato unโaltra vittima.
Questa volta, perรฒ, mentre fuggiva convinto di aver messo a segno lโennesimo raggiro, ha trovato ad aspettarlo i poliziotti del Commissariato Colombo, che lo hanno accerchiato appena fuori lo stabile conย ancora in tasca il โbottinoโ di gioielli che era riuscito a farsi consegnare dalla vittima per โscagionareโ il figlio โrapinatoreโ.
Secondo un comunicato della Questura di Roma diffuso oggi, venerdรฌ 10 gennaio, tutto รจ iniziato con una chiamata al telefono fisso dellโanziana da parte di un sedicente maresciallo.
Il finto militare riferiva alla pensionata che suo figlio era stato arrestato per aver commesso una rapina a bordo della propria auto e che, per liberarlo, sarebbe stato necessario pagare una somma a titolo di oblazione.
A vincere lโiniziale diffidenza e titubanza della vittima รจ stato un pianto disperato che si sentiva attraverso la cornetta.
โMa รจ mio figlio Mauro?โ, ha esclamato l’anziana.
Al truffatore รจ bastato quel nome per capire come portare a termine il raggiro.
Cosรฌ quel pianto di disperazione รจ diventato sempre piรน insistente fino a quando la donna, in preda al panico, non ha abbandonato ogni resistenza chiedendo al sedicente carabiniere cosa potesse fare per salvare il figlio non avendo denaro in contanti in casa.
Di fronte alla richiesta di raccogliere tutti i beni in oro che custodiva, la vittima ha cosรฌ recuperato in men che non si dica circa 200 grammi di oro giallo rimanendo costantemente in contatto telefonico con lโuomo, che nel frattempo le impediva di chiudere la chiamata fino a quando non ha avuto contezza dei monili che la donna aveva con sรฉ.
In quel momento รจ entrato in azione il complice, un uomo di corporatura robusta che, come le aveva anticipato pochi minuti prima il sedicente maresciallo, si รจ presentato alla sua porta con un telefono in mano in vivavoce: dallโaltra parte della cornetta, il presunto โcollegaโ e le sirene della Polizia.
A quel punto la vittima, riponendo in lui la speranza di riabbracciare il figlio Mauro, gli ha consegnato con le mani ancora tremanti una busta contenente tutto ciรฒ che era riuscita a recuperare.
Solo negli istanti immediatamente successivi, quando ha visto chiudersi la porta, l’anziana ha preso consapevolezza del fatto che probabilmente Mauro โ con cui fino a quel momento non aveva neanche parlato โ non fosse in pericolo.
Le sue urla di rabbia mista a disperazione hanno, perรฒ, richiamato lโattenzione dei poliziotti del commissariato Colombo, che dal cortile della struttura di polizia, dove affacciava la finestra della cucina della vittima, hanno compreso che fosse successo qualcosa.
Negli istanti immediatamente successivi, dividendosi tra lโabitazione della donna e le vie immediatamente limitrofe, i poliziotti hanno capito ciรฒ che era accaduto.
Poco dopo, il quarantenne napoletano รจ stato accerchiato dai poliziotti. Aveva ancora in tasca il โbottinoโ di gioielli che era riuscito a farsi consegnare dalla vittima per โscagionareโ il figlio โrapinatoreโ.
Il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato lโoperato della Polizia di Stato.




























