TIVOLI – Urbanistica, un Centro residenziale nella Riserva agricola: via libera della giunta

L’amministrazione Innocenzi mette le mani su una lottizzazione ferma da 20 anni: una storia di fallimenti societari e abusi edilizi

L’obiettivo dichiarato è salvaguardare un’area di pregio dallo stato di completo degrado in cui versa, dai fenomeni di abbandono incontrollato di rifiuti, dal vandalismo e da possibili occupazioni abusive da parte di ignoti.

 

Un’immagine aerea del cosiddetto Centro residenziale “Colle Falco”, a Tivoli

 

Così l’amministrazione comunale di Tivoli ha deciso di mettere le mani sul cosiddetto Centro residenziale “Colle Falco”, il complesso di circa 30 ville realizzato in una zona destinata a Riserva agricola lungo la strada della Rampinella, a ridosso della via Tiburtina Valeria, nella zona compresa tra Santa Balbina e la Diga Fiumerotto di Enel Green Power.

 

Il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi

 

Lo stabilisce la Delibera numero 180 – CLICCA E LEGGI LA DELIBERA – approvata lo scorso 9 luglio dalla Giunta comunale guidata dal sindaco Marco Innocenzi.

Con l’atto viene dato mandato al Dirigente all’Urbanistica Matteo Neri di porre in essere tutte le azioni necessarie volte ad esaminare e valutare le condizioni urbanistiche ed edilizie per la ripresa delle attività edificatorie nell’area in Località Colle Falco di proprietà della “Villaggio Pirandola Srl”, una società con sede a Talenti a Roma,  costituita nel 1989 con un capitale sociale pari a 10.330 euro amministrata dal 55enne imprenditore di Villanova di Guidonia Marco Pirandola.

Nella  società inattiva figurano anche i nomi degli imprenditori Giuseppe Cucchiella, romano di 65 anni, Francesco Cucchiella, romano di 54 anni, Annamaria Pirandola, 66enne di Villanova di Guidonia, e Arianna Pirandola, 39enne anche lei di Villanova di Guidonia.

Dalla delibera di giunta numero 180 emerge che lo scorso 25 giugno l’Architetto incaricato dalla “Villaggio Pirandola Srl” ha formalizzato una richiesta per “poter visionare il Piano Particolareggiato relativo al comprensorio, al fine di approfondire gli aspetti urbanistici e pianificatori dell’intervento e acquisire tutti gli elementi necessari per individuare il percorso amministrativo più idoneo alla rigenerazione del comprensorio Colle Falco”.

Una richiesta immediatamente accolta dalla giunta Innocenzi “al fine di valorizzare l’area – si legge nella delibera – anche a tutela dell’interesse pubblico”.

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La storia del Centro residenziale su Strada Rampinella risale al 13 ottobre 1975, quando la società “San Vito Arl” presentò un progetto plano volumetrico per la realizzazione del Nucleo Edilizio Organizzato per complessivi 21.118 metri cubi su un totale assentibile pari a 2.128 metri cubi su un’area a destinazione riserva agricola di 1.056.390 metri quadrati, ovvero superiore a 100 ettari.

 In particolare, veniva prevista la concentrazione della densità di edificazione generale dell’intera zona in un’area delimitata al suo interno e la conservazione a verde della restante maggior parte del comprensorio circostante; in data

Il 5 febbraio 1976 il Consiglio comunale di Tivoli approvò il progetto, validato anche dalla Regione Lazio e a quel punto venne sottoscritta la convenzione tra la Immobiliare San Vito e il Comune di Tivoli.

Alla convenzione parteciparono anche Maria D’Achille, Elena Pacifici e Avito Pacifici, proprietari dei terreni siti in località la Rampinella, Cecapesci e Colle Falco, mediante apposito mandato speciale conferito all’amministratore unico della Immobiliare San Vito. 

 

Marco Pirandola, 55enne imprenditore di Villanova di Guidonia e amministratore della “Villaggio Pirandola”

 

Fatto sta che mentre il complesso veniva costruito, Avito Pacifici fallì e il 28 febbraio 1989 la società “Villaggio Pirandola” dell’imprenditore Marco Pirandola si aggiudicò all’asta il complesso edilizio denominato “Colle Falco”, da una parte rimasto incompleto e dall’altra con ampliamenti e difformità rispetto agli strumenti concessori.

A quel punto, la “Villaggio Pirandola” chiese il condono edilizio degli abusi ex legge 47/85 e il Comune di Tivoli espresse parere favorevole a condizione che la ripresa dei lavori e il completamento delle opere fossero subordinati agli adempimenti previsti dalla convenzione. 

Senza aver ottemperato alle prescrizioni imposte, la Società manifestò al Comune la volontà di riprendere i lavori, sia delle opere oggetto della richiesta di sanatoria sia di quelle di completamento del complesso abitativo, come previsto nel piano di lottizzazione. 

Per tutta risposta Palazzo San Bernardino mostrò il suo contrario avviso e diffidò la Società dall’intraprendere qualsiasi lavoro di completamento sino alla stipula di una nuova convezione. 

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Da allora si instaurò una battaglia a colpi di carte bollate culminata con la deliberazione di Giunta Comunale numero 445 del 27 dicembre 2001, con la quale il Comune di Tivoli indicò la necessità di subordinare il rilascio delle nuove concessioni, finalizzate al solo completamento degli edifici già iniziati (senza ampliamento di volumetrie rispetto alla parte già trasformata), alla definizione di tutti gli atti ed adempimenti necessari a garantire il completamento delle opere di urbanizzazione così come previsto nell’originaria concessione attraverso apposito atto d’obbligo. 

Soltanto allora la” Villaggio Pirandola” sottoscrisse un primo atto d’obbligo impegnandosi, tra l’altro, alla realizzazione e completamento, a propria cura e spese ed entro cinque anni dal rilascio della relativa autorizzazione comunale, di tutte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria risultanti mancati nel comprensorio di lottizzazione.

Il 30 luglio 2004 la Società sottoscrisse un secondo atto d’obbligo integrativo con il quale dichiarò i tempi e le modalità di cessione gratuita, delle aree pubbliche: sei mesi dalla data della loro realizzazione e comunque entro cinque anni dalla data di rilascio della concessione per la loro realizzazione.

Ma in realtà dal frazionamento approvato nel 1990 non risultavano individuate specificamente le aree da cedere  distinte per verde pubblico, parcheggi e viabilità.

Una volta risolto, il 21 luglio 2005 il Comune rilasciò finalmente il Permesso di costruire numero 51 per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, annullato il 20 ottobre 2006 sempre per questioni relative al frazionamento.

Da allora due decenni di contenziosi tra il Comune di Tivoli e i lottizzanti, ad oggi definiti.

 Atteso che, ad oggi non sono stati adottati da questo Ente atti finalizzati al completamento degli edifici già iniziati o al completamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria  

Così la giunta guidata dal sindaco Innocenzi ha deciso di mettere le mani sulla vicenda e trovare una soluzione per un’area di notevole estensione con opere di urbanizzazione non completate, costruzioni in stato di abbandono non confacenti alla bellezza del luogo. 

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