Tivoli – La città ricorda Little Tony. La cerimonia in Cattedrale

Il suo “cuore matto” era rimasto legato alla sua città e Tivoli non lo ha mai dimenticato. Antonio Ciacci, il mitico Little Tony, il ragazzo col ciuffo, il cantante che ha segnato l’Italia nel periodo della ripresa economica regalandole emozioni e sorrisi attraverso i suoi milioni di dischi venduti, è stato l’orgoglio della “Superba” per eccellenza.
Per questo giovedì pomeriggio 27 giugno in tanti si sono ritrovati nella Basilica Cattedrale per omaggiarlo in occasione del trigesimo della sua scomparsa avvenuta un mese fa per un male incurabile che se lo è portato via all’età di 72 anni.

 

In tanti, almeno trecento persone, hanno partecipato alla funzione religiosa promossa dai fratelli Alberto ed Enrico, di 71 e 75 anni, e organizzata da Antonio Osimani, segretario dell’associazione Rione San Paolo, in collaborazione con don Benedetto Serafini del Villaggio Don Bosco, al quale il cantante era particolarmente legato.

Proprio don Benedetto, insieme al parroco del Duomo, don Fabrizio Fantini, ha affiancato il vescovo della Diocesi tiburtina Mauro Parmeggiani nella celebrazione di una funzione religiosa molto sentita e partecipata, impreziosita dal coro-orchestra “Accademia Ergo Cantemus” diretto dal maestro Giuseppe Galli che ha interpretato brani come l’Ave Maria di Gounod, l’Ave Verum di Mozart, il Te Deum Laudamus e la Vergine degli Angeli di Giuseppe Verdi.
In prima fila davanti all’altare c’era la figlia di Little Tony, Cristiana Ciacci e i suoi bambini, Mirko e Martina.
A lei monsignor Parmeggiani prima e don Benedetto Serafini hanno rivolto le prime parole. In particolare il responsabile del Villaggio Don Bosco ha ricordato Little Tony per le sue opere di bene nei confronti dei ragazzi ospiti della struttura fondata da don Nello Del Raso, immaginandolo ancora sorridente in Paradiso rallegrare i beati con la sua chitarra.
Accanto a Cristiana non potevano mancare i fratelli del cantante, Alberto e la moglie Lidua, con le figlie Alessandra e Barbara, ed Enrico con la moglie Rossella, la loro figlia Valentina e il piccolo Lorenzo. C’erano i parenti di primo e di secondo grado, c’erano amici, c’era tanta gente che aveva conosciuto Tony da bambino per i vicoli del Rione San Paolo, che lo incontrava puntualmente a ogni suo ritorno a Tivoli in visita ai genitori, o che lo amava per le sue canzoni.
Dai cugini carnali Bruno, Romano e Anna Ancona, rispettivamente di 83 anni, 76 e 73, figli di Maria Ciacci – zia di Little Tony – e Carlo Ancona, a quelli di secondo grado, come Oreste detto “Ivano”
Conti, 75 anni, il figlio di Rosina Ciacci e Giovanni Conti, maestro di musica e fondatore del Circolo filarmonico Diana, arrivato al Duomo in compagnia del figlio 47enne Mauro, o come Giovanni Ciacci, 67 anni, titolare della storica macelleria di via San Valerio 49, aperta nel 1930 dalla nonna Marina Ciacci, sorella di Novino papà di Little Tony, presente al Duomo in compagnia della sorella Marina, di 59.

C’era tanta gente comune, ma anche personaggi in vista come i consiglieri comunali uscenti Raffaele Rossi – con la compagna, il capitano dei vigili urbani Laura Meucci – ed Erika Osimani, il politico di lungo corso Antonio Pizzolorusso e Giorgio Strafonda, ex assessore della giunta Gallotti e socio dell’associazione Rione San Paolo.
C’erano gli amici storici di Little Tony arrivati da Roma, come Massimo Mancini, l’inseparabile Francesco Rosci e Giorgio D’Antonio presidente del “Club Ferrari Appia Antica”, la passione
per eccellenza del cantante. Ma anche chi lo aveva soltanto conosciuto attraverso il cugino carnale Piero Ciacci, tiburtino 50enne residente a Castel Madama, in chiesa insieme alla moglie Ivana Mancini. E’ il caso di Vincenzo Latini e della moglie Serenella, di Umberto Petrelli e della moglie Maria, come di Angelo Mancini e della moglie Lina, di Ernesto Caputo e della moglie Enza.
E’ il caso pure di Giovan Battista Salinetti, sosia di Elvis, tappezziere col pallino del rock che canta e suona insieme a Mattia e Enrico Ciacci, di 25 e 23 anni, figli di Piero.
Una funzione religiosa, ma al tempo stesso l’occasione per Tivoli di ribadire il suo amore a Tony: un amore che sarà tenuto vivo da un evento musicale che i fratelli Alberto ed Enrico progettano di organizzare insieme al coro- orchestra “Accademia Ergo Cantemus”.

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