Monterotondo – La dura lettera dei presidi contro l’occupazione delle scuole

E che dire della sua visione della Scuola fatta di “ragazzi seduti e cattedra di fronte”, francamente un cliché, superato da anni; lei saprà per certo che la Scuola è da tempo molto diversa e, di fatto, è rimasto uno dei pochi luoghi in cui, nel dialogo con i docenti e fra gli studenti, è possibile per i giovani maturare una coscienza civile e democratica.

roberta moncado 1L’occupazione è una azione illegale, talvolta violenta, dove una minoranza rimane a presidiare giorno e notte la scuola, senza alcuna attenzione ai temi della sicurezza, ed escludendo una maggioranza di studenti che magari vorrebbero discutere sui problemi della Scuola e del Paese, ma che vi rinunciano perché non vogliono compiere atti illegali; per non parlare dei diversamente abili, di fatto impossibilitati a partecipare, e in generale dei più deboli per i quali perdere giorni di lavoro a scuola può rappresentare un serio vulnus. E’ questo infatti l’aspetto più disorientante per noi del suo intervento: come è possibile voler favorire una minoranza, a suo dire in grado così di imparare a diventare ‘classe dirigente’, a danno di una maggioranza verso la quale la scuola, come servizio pubblico universale, ha i suoi più alti doveri? E’ questa la difesa dei deboli, la garanzia che lo Stato offre alla formazione, è questa la difesa del diritto allo studio?

Dirigenti, Professori Genitori e Studenti si sono spesso trovati in totale solitudine a gestire situazioni drammatiche che hanno ben poco a che fare con la scoperta della passione civile e politica … e del sacco a pelo!! Le scuole, dopo l’occupazione, vengono spesso lasciate in uno stato di prostrazione, sporche e rovinate, con danni per migliaia di euro. I ragazzi perdono giorni di attività didattica e di attività formative extracurricolari che la Scuola organizza. 

manifestazioneCi sono, come ben sa, luoghi e contesti legali per proporre ulteriori occasioni di dialogo, come ad esempio le Assemblee e la consulta Provinciale, previsti fin dai Decreti Delegati. Ci sono anche efficaci iniziative di didattica alternativa in cui gli studenti, con il consenso del Collegio docenti, gestiscono da soli o con l’ausilio di esperti esterni da loro scelti tutte le attività didattiche che vogliono proporre: sono momenti in cui si impara anche a progettare e ad organizzare, a mediare e a comunicare le proprie passioni ad un uditorio più ampio. Momenti insomma, quelli sì, di crescita democratica.

Capiamo che il Governo voglia mostrare di dialogare con la Scuola e con gli Studenti, un’ottima strategia, ma non all’interno di Scuole occupate, non nell’illegalità.

 

Questo ci sentiamo di chiederglielo.

Firmato

Dirigenti Scolastici dei Licei Romani Mamiani, Virgilio, Manara, Talete, Giulio Cesare, Lucrezio Caro, Montessori, Visconti,  Amaldi, Righi,  Aristofane, Dante Alighieri, Tacito,   Peano – Monterotondo

Condividi l'articolo:
LEGGI ANCHE  PALOMBARA SABINA - Ospedale, si inaugura la Casa della Comunità  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.