Non ha fatto nemmeno in tempo a sedersi dietro la scrivania come nuovo assessore ai Servizi sociali di Roma campitale che, Francesca Danese ha già lanciato la sua prima intenzione: “Abolizione dei campi nomadi, gli daremo una casa”, sulla scia delle ultime dichiarazioni del sindaco, Ignazio Marino.
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Tra le “promesse” fatte da Rossella Matarazzo, delegata alla Sicurezza del Comune di Roma, e Antonio di Maggio, comandante del gruppo Spe dei Vigili urbani di Roma Capitale, c’era quella di chiudere l’ingresso al campo nomadi con delle lastre di cemento, per provare a scongiurare il transito dei rifiuti che poi vengono date alle fiamme. In realtà questa risulta essere un misura impraticabile, perché al confine con l’insediamento sorge il deposito mezzi della ditta Colantoni Autotrasporti Srl dove, negli ultimi anni tra l’altro, lavorare è diventata un’impresa ardua. Ma l’incolumità dei dipendenti è maggiormente minacciata dai famosi roghi tossici: “Appiccano gli incendi qui, al confine con il nostro deposito – raccontano -. dove ci sono anche dei depositi di metano, quindi ancora più pericolosi”
































