MENTANA – Con il caldo torna la paura degli incendi

Rocco Monea, residente nel centro storico: "Vediamo le canne proprio a ridosso delle nostre case e questo ci fa molto paura"

Come ogni anno, quando arriva l’estate, i residenti del borgo di Mentana vivono con la paura degli incendi. Nel 2017 le fiamme sono arrivate sin dentro le abitazioni, propagandosi anche in altre parti del paese. Le famiglie da tempo sollecitano un intervento del comune di Mentana, affinché possa prendere in mano una situazione ingarbugliata. Infatti i terreni della località Fontapresso, a ridosso del centro storico, sono di ben 15 diversi proprietari, tra cui il comune di Mentana. Tutti appezzamenti minuscoli di circa 300 metri quadrati e inservibili per via dei vincoli del parco Nomentum. Dunque la maggior parte dei proprietari non se ne fa niente, non li usa per le coltivazioni e non li pulisce.
Dopo il grande incendio del 2017 il comune di Mentana ha provveduto a pulire e tagliare erba e arbusti nella striscia di terra adiacente il marciapiede di via degli orti. Si tratta della cosiddetta fascia “tagliafuoco” che dovrebbe arginare le fiamme quando arrivano a ridosso delle fiamme. Inoltre vengono emesse le classiche ordinanze che impongono la pulizia, ma non la rispetta quasi nessuno anche perché – come detto – si tratta di strisce minuscole, a volte ereditate da persone che nemmeno abitano in zona.
Rocco Monea, insieme al padre Giuseppe, è uno dei residenti che negli anni è diventato un po’ il primo pompiere ad agire quando si verificano gli incendi. Vivono l’estate con i tubi pronti, ma la situazione diventa sempre più complicata.
“Per fortuna negli ultimissimi anni non è successo nulla di tragico, ma la preoccupazione è sempre tanta e inoltre io ho mia madre disabile che avrebbe difficoltà a scappare – spiega il 28enne – E’ stata fatta un po’ di pulizia nel terreno di proprietà del Comune, ma quest’anno vediamo le canne proprio a ridosso delle nostre case e questo ci fa molto paura. Abbiamo scritto al sindaco, alla Forestale, ai carabinieri, ma non si risolve nulla. Nonostante il grande spavento del 2017 non sono state installate nemmeno le bocchette antincendio. Servirebbe anche un maggior controllo con fototrappole e pattugliamento se si avvicina qualche piromane”.
I residenti hanno le idee chiare su cosa andrebbe fatto. Sicuramente non basta affidarsi alla buona volontà degli altri residenti che dovrebbero pulire i loro terreni.
“Intanto credo che le cose negli ultimi due anni siano andati meglio anche per l’iniziativa degli orti sociali che stiamo portando avanti insieme a Fiorella Di Natale – prosegue Monea – ma una soluzione potrebbe essere quella di espropriare questi pezzetti di terra e realizzare un giardino con un terrazzamento. Nel frattempo, però, bisogna portare avanti tutti questi piccoli interventi, perché non possiamo continuare a vivere con questa ansia”.

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