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Come vola il debito pubblico

A fine agosto risulta pari a 2.734,4 miliardi, 8 miliardi e mezzo in più rispetto al mese precedente

Il bollettino mensile di Banca d’Italia su “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” rileva la condizione dei conti pubblici. Alla fine di agosto il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 8,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.734,4 miliardi. L’avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (10,7 miliardi) è stato più che compensato dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (18,9 miliardi), rileva Banca d’Italia, e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,4 miliardi).

Incide nel debito e nel fabbisogno delle amministrazioni pubbliche pure la quota del prefinanziamento relativa ai prestiti erogato dalla Commissione europea lo scorso 13 agosto nell’ambito del Dispositivo di ripresa e resilienza. Alla fine del mese i prestiti (anche per il SURE, strumento messo a punto per affrontare l’emergenza Covid) erogati dalle istituzioni europee al nostro Paese ammontavano nel complesso a 43,4 miliardi.

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Per quanto riguarda i sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 9,0 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di 0,5 miliardi; il debito degli enti di previdenza è rimasto stabile.

Sempre nel mese di agosto le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44,9 miliardi, in lieve aumento (0,6 per cento; 0,3 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2020. Nei primi otto mesi del 2021 le entrate tributarie sono state pari a 288,2 miliardi, in aumento dell’11,5 per cento (29,8 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo è dovuto a un più favorevole quadro macroeconomico, ma anche allo slittamento di alcune imposte dovute per il 2020.

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