Quota 90%

Anche nella lotta al Covid si discute sul raggiungimento dell’obiettivo del novanta per cento dei vaccinati completi

C’era una volta il mito dell’unità di gregge. In quel tempo c’era chi sosteneva si potesse raggiungere in modo naturalistico, a seguito di una selezione della razza umana che avrebbe provveduto ad elaborare suoi anticorpi. Oppure la tesi si sarebbe potuta raffrontare a una nuova tesi di selezione naturale per cui chi riusciva a sviluppare gli anticorpi per debellare il nuovo virus sarebbe sopravvissuto – sempre ammesso che non avesse contratto altre malattie. Si pensò però che si trattasse di un sistema micidiale. Che, se confermato, alla fine pochi avrebbero potuto raccontare questa storia.

Mentre si pontificava allora alcuni generosi in diversi comparti del mondo tecnologizzato elaborarono dei vaccini. Si stimò, allora, la soglia del raggiungimento di una protezione sociale al virus raggiungibile con l’80% dei vaccinati. Ma si risolse in una pia illusione – dove il pia per l’eccessiva fede nelle performanche del mondo della tecnica.

Questa tesi oggi è stata rivisitata con il raggiungimento del 90% dei vaccinati a doppia dose. L’argomento è di persona autorevole. Giovanni Rezza, direttore del ministero della Salute del settore Prevenzione. L’occasione è il convegno ‘La pandemia vista con gli occhi di…’ che si è svolto a a Venezia.

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