Tivoli. Il serpente e la Madonna

Nel 1996, Giovanni Paolo II si pronuncia sul significato della raffigurazione

Al termine di Viale Arnaldi fino agli Anni Sessanta dello scorso secolo esisteva una piccola edicola in muratura con un dipinto della Madonna, che schiacciava un serpente. Purtroppo, il manufatto è stato eliminato, per fare spazio ad una stele. L’edicola risaliva al 1656, quando per via del contagio della peste i tiburtini cercano di allontanare il pericolo con l’intercessione della Vergine. Il contagio effettivamente termina e la cittadinanza decide di onorare la Protettrice con una piccola edicola in suo onore.

Le parole di Giovanni Paolo II sulla Vergine che calpesta il serpente

“Abbiamo già avuto modo di ricordare in precedenza come questa versione non corrisponda al testo ebraico, nel quale non è la donna, bensì la sua stipe, il suo discendente a calpestare la testa del serpente. Tale testo attribuisce quindi, non a Maria, ma a suo Figlio la vittoria su Satana. Tuttavia, poiché la concezione biblica pone una profonda solidarietà tra il genitore e la sua discendenza, è coerente con il senso originale del passo la rappresentazione dell’Immacolata che schiaccia il serpente, non per virtu’ propria ma della grazia del Figlio“.

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FGI

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