Da Gabriella Caramanica, segretario nazionale di REA (Rivoluzione Ecologista Animalista), movimento politico fondato sui temi della tutela degli animali, dell’ecologia e del welfare sociale, riceviamo e pubblichiamo:
“A Tivoli la situazione è drammatica da anni: oltre una sessantina di cani abbandonati nelle cave, totalmente dimenticati dalle istituzioni. Esemplari con patologie, ferite e cucciolate incontrollate.
Il partito REA ha fatto sentire la propria voce in passato, inviando PEC e incontrando l’allora Sindaco pro tempore Giuseppe Proietti il quale sostenne che i cani erano stanziali all’interno delle cave di travertino di Guidonia, pertanto in area privata, addossando ogni responsabilità circa i loro benessere ai proprietari delle cave stesse.
In quella occasione, il Sindaco comunque fece presente di aver provveduto al ricovero in canile di un consistente numero di randagi vaganti nel territorio di Tivoli.
Ovviamente il Sindaco ha voluto scaricarsi di quello che era un suo preciso obbligo nei confronti dei cani che comunque non sono stanziali, come volle affermare il sindaco, all’interno delle cave ma vagano in un ampio raggio di territorio il più delle volte uccisi in incidenti sulla Via Tiburtina.
La chiusura totale del sindaco ha fatto sì che la popolazione canina continuasse a riprodursi senza controllo. Gli unici a garantire cibo, acqua e cure (nei casi in cui si riesce a recuperarli) sono i residenti e i volontari.
Di fronte a questo silenzio assordante, persino la Garante per il Benessere Animale di Roma Capitale, contattata dai volontari, si è limitata a prendere tempo parlando di “situazione complessa”, restando in attesa di una mail. Nominata il 4 marzo 2024, questa figura dovrebbe conoscere perfettamente il territorio e le proprie competenze. Al contrario, vediamo esponenti politici che usano la propria carica solo per fare passerella. In vista dei prossimi appuntamenti elettorali, la fame di visibilità spinge persino la Garante a scambiare il proprio ruolo per quello di un onorevole, usando i canali del Comune per fare propaganda.
Al di là delle premesse, a noi interessa solo che i cani di Tivoli vengano tratti in salvo. Ad oggi, nonostante le segnalazioni, nessun politico ci ha messo la faccia.
Il motivo?
I cani si nascondono, il recupero è difficile e non c’è la garanzia di uno scatto fotografico da spendere per la propria campagna elettorale.
Come partito denunceremo di nuovo le gravi omissioni del Sindaco.
Il primo cittadino ha il dovere di intervenire sul randagismo, anche se presente in aree private, sia per tutelare la salute pubblica dal rischio epidemie, sia per prevenire pericoli legati a branchi incontrollati.
Inoltre, abbiamo appreso che il Comune sta ignorando alcuni accordi fatti per la tutela degli animali, riguardo al portare acqua e un minimo di pulizia a 60 cani con una trentina di cuccioli, nascondendosi dietro alla necessità di un’ordinanza del Sindaco per procedere.
Dovrebbe essere una priorità invece, l’indifferenza istituzionale intollerabile continua a mettere a rischio la vita stessa di decine di cani indifesi in questa estate dal clima torrido.
Le amministrazioni la smettano una volta per tutte di stornare i fondi del randagismo per coprire altre spese di bilancio. Si trovino subito le risorse necessarie per adempiere a un obbligo normativo e morale: gli animali non sono cittadini di serie B”.































