Guidonia. Il “tiburtino” che ha battuto Senna

Sulla Pista d’oro ha corso Elio De Angelis il più talentuoso pilota italiano, insieme a Michele Alboreto, della Formula Uno moderna.

Fra i big italiani che hanno corso sulla Pista d’oro (chilometro diciannove della tiburtina) il pilota dotato di maggiore talento è stato senza dubbio il romano Elio De Angelis, scomparso in un tragico incidente durante le prove private sul circuito “Paul Ricard” a Castellete in Francia, nel 1986. Il pilota, scoperto dal geniale progettista britannico Colin Chapman “papà” delle leggendarie Lotus, è stato uno dei pochissimi a lottare negli anni ‘80 ad armi pari con Ayrton Senna suo compagno di team. Dato che i rapporti fra due non erano certamente idilliaci il driver romano trova spazio nel team Brabham – Bmw, gloriosa scuderia fondata da Jack Brabham e successivamente diretta dal grande boss della Formula Uno Bernie Ecclestone. Elio De Angelis, che in Lotus in più occasioni ha battuto Ayrton Senna nel nuovo team trova una vettura difficile da gestire nonostante la “mano” dell’abilissimo britannico progettista Gordon Murray. Nel tentativo di trovare la retta via il pilota, durante un test privato, perde la vita. Da quel tragico avvenimento la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) decide per l’uso dei mezzi di soccorso anche durante i test privati e questo “accorgimento” salverà la vita a diversi piloti, come accaduto al ferrarista Jean Alesi al Mugello nel 1994.

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