TIVOLI – Chiusa tra le portiere, passeggera trascinata dal bus

Alla fermata Cotral di via Empolitana: in ospedale Anna Maria Avolio con gamba e spalla fratturate e uno squarcio sulla coscia

 

 

“Stavo scendendo l’ultimo gradino, le portiere si sono chiuse, io sono rimasta incastrata in mezzo e il bus è ripartito. Sono viva per miracolo”.

Immobilizzata nel letto della sua casa a Tivoli Terme con la gamba destra ingessata e la spalla sinistra fasciata, racconta la drammatica esperienza di passeggera trascinata sull’asfalto da un mezzo pubblico, Anna Maria Avolio, 56 anni, attualmente assistente tecnico informatico presso il Liceo Scientifico “Lazzaro Spallanzani” di Tivoli e in precedenza per dodici anni dipendente dell’Istituto professionale “Orazio Olivieri”.

GAMBA E CLAVICOLA FRATTURATE, DIMESSA CON 40 GIORNI DI PROGNOSI

Ieri, martedì 25 gennaio, la donna è stata dimessa dall’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli con una prognosi di 40 giorni per la frattura del perone della gamba destra, per una micro-frattura della clavicola sinistra e per un taglio alla coscia della gamba destra suturata con vari punti dai sanitari del nosocomio di via Parrozzani.

Anna Maria annuncia l’intenzione di denunciare l’azienda regionale di trasporti pubblici per quanto accaduto mercoledì scorso 19 gennaio alla fermata di via Empolitana a Tivoli, nei pressi del cimitero comunale e del capolinea Cotral.

LA MANCATA TRAGEDIA ALLA FERMATA DI VIA EMPOLITANA

Come ogni mattina da tre anni a questa parte, alle 6,47 la donna aveva preso il bus per Tivoli alla fermata di via Tiburtina davanti alle Terme di Roma. Un quarto d’ora di viaggio, il tempo necessario al mezzo per raggiungere la fermata più vicina al Liceo Scientifico e Anna Maria Avolio si è avvicinata all’uscita.

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“Prima di me sono scesi tre ragazzi, tra cui un mio alunno – racconta l’assistente tecnico – Mentre scendevo lo scalino, all’improvviso si sono chiuse le portiere, il braccio sinistro è rimasto incastrato all’interno, la testa e il resto del corpo fuori della vettura”.

Una scena surreale per i passeggeri e per i passanti che hanno assistito alla scena della donna con una borsa a tracollo e un’altra borsa in mano. Una scena drammatica, quando il bus ha ingranato la marcia e ha percorso qualche metro.

“TRASCINATA SULL’ASFALTO, HO CREDUTO DI MORIRE”

“Ho urlato e ho sentito un passeggero fare altrettanto – continua Anna Maria – A quel punto il bus si è fermato e io sono rovinata sull’asfalto: sono rimasta cosciente, urlavo per la paura e per il dolore, ricordo di aver perso tanto sangue. In quel momento ho pensato di morire”.

Secondo il racconto della passeggera, in suo soccorso – insieme ad una collega che transitava a piedi e ad un’altra che percorreva via Empolitana in auto – è intervenuto anche il conducente del bus. “L’autista mi ha detto di non avermi vista – si sfoga – Capisco il momento di distrazione sul lavoro, ma non alla guida: ha lo specchietto retrovisore e io indossavo un giaccone bianco, come ha fatto a non vedermi? Se capitava ad una persona anziana sarebbe morta sul colpo”.

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IL CALVARIO IN OSPEDALE, UNA SETTIMANA TRA TIVOLI E ROMA

L’incidente è costato ad Anna Maria Avolio una settimana di ospedale, quattro giorni al “San Giovanni Evangelista” di Tivoli e altri tre al policlinico “Umberto I” di Roma, dove il 24 gennaio ha – per modo di dire – festeggiato il suo 56esimo compleanno. “Mentre mi suturava la ferita alla coscia – rivela la donna – il medico mi ha detto che sarebbero bastati pochi millimetri per recidere l’arteria femorale e sarei morta.

Durante la degenza al pronto soccorso di Tivoli è stata riscontrata l’emoglobina bassa e mi sono state anche somministrate tre sacche di sangue, dopodiché sono stata trasferita per tre giorni in osservazione a Roma. Ora mi trovo bloccata nel letto senza possibilità di muovermi e ho bisogno di un’assistenza. Mi chiedo se sia possibile uscire di casa per recarsi a lavoro e ritrovarsi in queste condizioni per la disattenzione dell’autista”.

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