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Nel 2020: ricchezza delle famiglie in crescita e debiti ai massimi dal 2005 per le imprese

Emerge dalla pubblicazione congiunta Istat-Banca d'Italia “La ricchezza dei settori istituzionali in Italia”, relativa a un’indagine avvenuta nel periodo 2005-2020

A fine 2020 la ricchezza netta delle famiglie italiane è pari a 10.010 miliardi di euro, 8,7 volte il loro reddito disponibile, registrando una crescita dell’1% (circa 100 miliardi) rispetto al 2019. Le abitazioni, che hanno costituito la principale forma di investimento delle famiglie, rappresentano quasi la metà della ricchezza lorda, per un valore di 5.163 miliardi. Le attività finanziarie hanno raggiunto 4.800 miliardi, in salita rispetto all’anno precedente, soprattutto per l’aumento di depositi e riserve assicurative. Nel confronto con alcune economie avanzate, la ricchezza netta delle famiglie italiane resta elevata se rapportata al reddito lordo disponibile mentre è tra le più basse se rapportata alla popolazione. È quanto emerge dalla pubblicazione congiunta Istat-Banca d’Italia “La ricchezza dei settori istituzionali in Italia”, relativa a un’indagine avvenuta nel periodo 2005-2020.

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Gli esperti parlano anche della ricchezza netta delle società non finanziarie a fine 2020, che è risultata pari a 1.053 miliardi di euro. Il totale delle attività del settore ammonta a 4.934 miliardi di cui il 60% costituito da attività non finanziarie. La componente finanziaria, pari a 1.965 miliardi, ha registrato un aumento rispetto al 2019, grazie principalmente all’incremento dei depositi. Nello stesso periodo è diminuito, invece, il valore del patrimonio reale, rappresentato soprattutto da immobili non residenziali e impianti e macchinari. Le passività finanziarie si sono lievemente ridotte, mantenendo le imprese italiane tra le meno indebitate nel confronto internazionale.

Le società finanziarie hanno nel 2020 una ricchezza netta pari a 739 miliardi di euro, originata
principalmente dal saldo tra attività e passività finanziarie. La ricchezza lorda è cresciuta di circa
l’8%, soprattutto per effetto dell’aumento di depositi e titoli. La ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche a fine 2020 è negativa per 1.473 miliardi di euro (-90% circa del Pil). Le attività non finanziarie e quelle finanziarie, pari rispettivamente a 1.047 e 612 miliardi, sono risultate infatti inferiori alle passività finanziarie (3.133 miliardi).

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