GUIDONIA – “VascoEterno”, il rocker condivide su IG la lettera di Mario Eleno

L’artista monticellese lo ha invitato al Teatro Vittori per il recital-concerto dedicato al “Komandante”

L’invito è arrivato forte e chiaro.

E il “Komandante” lo ha apprezzato.

È stato un giorno da incorniciare quello di ieri, giovedì 27 febbraio, per Mario Eleno, scrittore, attore-regista, traduttore, nel 2020 vincitore del Premio Letterario Nazionale Fabrizio De André con un testo ambientato nella città di Genova.

Vasco Rossi ha benedetto “(VascoEterno) Tutto un equilibrio sopra la follia”, il recital-concerto che andrà in scena al Teatro Dario Vittori di Montecelio domenica 9 marzo alle ore 18 e in replica lunedì 10 marzo alle 20:45.

Vasco Rossi ha condiviso sulla sua pagina Instagram anche l’articolo del quotidiano on line Tiburno.Tv

Il “Blasco” ha condiviso sulle sue storie Instagram sia la mia lettera inviata pubblicamente da Mario Eleno che l’articolo del quotidiano on line Tiburno.Tv sul recital-concerto dedicato (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Mario Eleno, scrittore, attore-regista e traduttore di Montecelio

“Caro Vasco, mi presento – ha scritto l’artista di Montecelio nella sua lunga lettera condivisa sulla pagina Instagram dal rocker di Zocca – Mi chiamo Mario Eleno e sono uno scrittore, attore-regista, traduttore, diciamo che in genere bazzico l’arte.

Voglio raccontarti subito una cosa di me perché so che così ti risulterò simpatico: nel 2020, l’anno difficilissimo della pandemia, ho vinto il Premio Letterario Nazionale Fabrizio De André con un testo tutto ambientato nella città di Genova, naturalmente ispirato dallo sguardo poetico di Faber.

Te lo dico perché tu lo stimi enormemente e magari sapendo che la mia strada è in qualche modo intrecciata alla sua, di conseguenza, chi lo sa, potrebbe intrecciarsi pure alla tua, le vie di Vasco sono infinite no?

Comunque, a parte questo, la cosa principale che voglio dirti è che da un po’ di tempo mi sono incaponito su di te, nel senso che sto studiando il tuo pensiero, sei un cantautore certo, ma anche un po’ filosofo, un po’ saggio moderno, vivere vuol dire mettersi in pericolo, scriveva Nietzsche, e tu senz’altro hai vissuto una vita spericolata, l’hai attraversata intensamente e la canti in tutte le tue canzoni.

Ma la faccenda che più mi entusiasma del tuo sistema filosofico, è che hai trovato la misura, l’equilibrio sopra la follia, come minimo arrivati a questo punto non dovevi più esserci, visto tutto ciò che hai passato, sei un esperimento da non ripetere a casa, perché pericoloso – è una tua frase se non ricordo male, e che bella!

Ma alla fine non lo so mica se è vero, insomma, sei uscito fuori bene come esperimento e sarebbe un peccato non vivere con ferocia la propria passione come hai fatto tu, ne sei l’esempio vivente, in definitiva ne è valsa la pena, perciò consiglierei a tutti la tua filosofia, in primis a me stesso.

Non voglio dilungarmi troppo caro Vasco, sennò ti rompo ed è peggio, arrivo al dunque.

Quello che voglio dirti è che da questo studio appassionato è nato uno spettacolo mezzo musicale e mezzo teatrale e lo porteremo in scena il 9 marzo al Teatro Dario Vittori di Montecelio, in provincia di Roma.

S’intitolerà appunto “(VascoEterno) Tutto un equilibrio sopra la follia” e le protagoniste saranno due donne, perché abbiamo seguito per filo e per segno quello che racconti della tua infanzia: sei cresciuto con le zie, la tata, mamma, le cugine a Zocca ed è per questo probabilmente che si è sviluppata in te quella sensibilità in grado di far uscire la tua parte femminile in molte canzoni.

Allora il nostro Vasco avrà due voci femminili: Valentina Mastropietro che canterà alcuni fra i tuoi pezzi più belli (lei suonerà anche la batteria) e Manuela Mosè che reciterà la tua favola rock, una drammaturgia della tua vita e dello spirito della tua musica che ho tratto dal libro “La versione di Vasco”.

Alla fine, grande Vasco, il mio sogno è che ti arrivi questa mia lettera, che ti piaccia la nostra idea e che ci aiuti a far sapere al mondo che ci stiamo lavorando.

Poi, nella più luminosa delle ipotesi, se ci vieni a trovare quella sera, il 9 marzo, in quello starnuto di paese della provincia romana chiamato Montecelio, beh, il teatro verrebbe giù e sarebbe il massimo.

Grazie, rispetto per te e una stretta di mano!”.

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