PALOMBARA SABINA – Abusata a 6 anni: l’orco cattivo era lo zio della mamma

Per il 73enne italiano condanna esemplare del Tribunale di Tivoli

La prima a raccogliere il suo segreto è stata un’amica. 

A lei ha rivelato quello che sarebbe accaduto tutte le volte in cui restava da sola in casa col compagno della zia materna.

E sarebbe andata avanti così per anni.

Per questo oggi, lunedì 15 giugno, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado a 14 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata su minore P. C., un 73enne italiano di Palombara Sabina.

Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha condiviso la ricostruzione della Procura di Tivoli andando anche oltre la richiesta del pubblico ministero Filippo Guerra che ha proposto una pena di dieci anni di carcere, condannando l’imputato alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici  e dell’interdizione legale durante l’esecuzione della pena.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, i fatti risalgono al periodo compreso tra il 2012 e il 2019, da quando cioè la vittima aveva 6 anni fino ai 12 anni.

A far aprire le indagini fu la denuncia del padre della bambina che, dopo la separazione dei genitori, era stata affidata alla mamma.

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Il papà riferì quanto aveva appreso direttamente dalla figlia.

A detta della piccola, quasi ogni settimana trascorreva alcuni giorni a casa della zia materna e del compagno, il 73enne P. C., fino ad allora incensurato.

Proprio approfittando della abituale frequentazione, l’uomo avrebbe ripetutamente costretto la ragazzina per anni a subire atti sessuali.

Stando ai racconti della minore, l’anziano l’avrebbe toccata e palpeggiata nelle parti intime, mettendole le dita nella bocca, baciandola con la lingua e leccandola.

I fatti sarebbero avvenuti mentre la minorenne guardava la tv o dormiva, cogliendola di sorpresa senza darle possibilità di opporre resistenza.

La ragazzina ha inoltre riferito che, almeno in un caso, dopo aver fatto la doccia si ritrovò addosso l’anziano nudo che si strusciava sul corpo della minore e cercava di penetrarla.

Stamattina il Tribunale di Tivoli ha inoltre condannato il 73enne italiano alle pene accessorie dell‘interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno e dell’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.

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“Non si può accettare una pena da omicidio per un fatto non provato e che comunque non può essere ritenuto di questa gravità”, commenta l’Avvocato Salvino Mondello di Roma, legale dell’imputato 73enne, che annuncia ricorso

“La sentenza è di una severità esagerata e al di fuori di qualunque regola di equilibrio della pena – sottolinea l’avvocato Mondello – lo stesso pubblico ministero aveva chiesto 10 anni.

Per quanto riguarda i fatti, noi contestiamo fermamente la responsabilità dell’imputato, ci sono soltanto le dichiarazioni rese dalla ragazza quando era infraquattordicenne e quindi in un’età inferiore a quella per cui la legge fissa l’imputabilità.

Non hanno voluto fare alcuna perizia sulla capacità testimoniale e quindi il Tribunale di Tivoli ha creduto apoditticamente a queste dichiarazioni.

La ragazza diceva di aver frequentato l’abitazione dell’imputato ma non è vero, riferendo che sarebbero avvenuti atti sessuali neanche ben precisati, ha parlato di toccamenti e non della forma più grave di atti sessuali”.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 15 giorni.

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