SANT’ANGELO ROMANO – Pensionato massacrato in casa, arrestato l’autore: è un paziente psichiatrico

Dopo la rapina il 33enne ha fatto la doccia nella villa di campagna della vittima

Dietro di sé aveva lasciato tracce sufficienti per essere inchiodato e subito dopo l’aggressione si era reso irreperibile a tutti.

Perfino alla sua famiglia.

Si chiama Cristian C., ha 33 anni, è un uomo già noto alle forze dell’ordine anche per essere affetto da disturbi psichici: sarebbe lui l’autore della brutale tentata rapina messa a segno giovedì 25 giugno ai danni di Maurizio C., un pensionato italiano di 66 anni di Sant’Angelo Romano, attualmente ricoverato in prognosi riservata al policlinico Umberto I di Roma.

Nella mattina di sabato 27 giugno il 33enne santangelese è stato sottoposto al fermo di indiziato di delitto dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Tivoli in quanto gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e tentata rapina, nella forma pluriaggravata.

Ieri, lunedì 29 giugno, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli ha convalidato il suo fermo ed è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Secondo un comunicato stampa diffuso dal Comando provinciale dell’Arma dei carabinieri nella mattinata di oggi, mercoledì primo luglio, il provvedimento precautelare è il risultato delle tempestive indagini avviate dai militari a seguito della brutale aggressione in casa ai danni del 66enne, ex piccolo imprenditore edile.

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Nel primo pomeriggio di giovedì scorso 25 giugno Cristian C. si sarebbe introdotto nella villa della vittima in via Gianni Anacleto, nelle campagne tra Sant’Angelo Romano e Montecelio.

Il 33enne sarebbe stato sorpreso dal proprietario e ne sarebbe nata una colluttazione nella quale il pensionato ha avuto la peggio: Cristian C. avrebbe infierito a calci e pugni senza alcuna pietà.

A ritrovare il pensionato è stata la figlia che ha immediatamente allertato il Numero Unico per le Emergenze 112 un’ambulanza del 118 ha trasportato il 66enne al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli.

All’arrivo, l’uomo era ancora vigile ma col volto ridotto ad una maschera di sangue a causa delle fratture multiple al volto, al setto nasale agli zigomi, alle mascelle e alle mandibole, oltre fratture alle costole.

Una condizione complessa, per cui i medici lo hanno intubato e trasferito al policlinico Umberto I di Roma in prognosi riservata: l’uomo non è in pericolo di vita.

I Carabinieri della Compagnia di Tivoli, dopo aver cristallizzato la scena del crimine con il fattivo contributo dei militari specializzati del Nucleo Investigativo di Frascati, ed aver acquisito le prime evidenze del reato, hanno prontamente attivato le ricerche del presunto autore, concentrandosi, in particolar modo, su Cristian C. un soggetto del posto, noto alle forze dell’ordine, che aveva nel frattempo fatto perdere le tracce.

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Secondo il comunicato dell’Arma dei Carabinieri, in passato l’uomo aveva già manifestato comportamenti violenti sia in famiglia che in paese e conosceva l’abitazione della vittima.

I successivi approfondimenti investigativi, basati sull’escussione delle persone informate sui fatti, sull’individuazione di un capo di abbigliamento, intriso di sangue, lasciato sulla scena del crimine da parte del fermato, nonché dalla constatazione della presenza di segni sul corpo dello stesso inequivocabilmente riferibili ad una violenta colluttazione, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico del 33enne, il quale è stato rintracciato, in aperta campagna, in un casolare poco distante dal luogo dell’aggressione.

Pare che Cristian C. abbia addirittura fatto la doccia in casa della vittima prima di dileguarsi.

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