TIVOLI – “Io, eletto Segretario dagli iscritti e destituito con abuso di potere politico”

Lettera aperta di Giorgio Strafonda, dirigente di Forza Italia

In riferimento all’articolo TIVOLI – Guerra in Forza Italia: silurato Giorgio Strafonda, Franco Spoto è Commissario del partito, da Giorgio Strafonda, ex Segretario di forza Italia, riceviamo e pubblichiamo:
“Il sottoscritto, Giorgio Strafonda, è il Segretario cittadino di Forza Italia Tivoli, eletto nell’ultimo Congresso unitario celebrato nell’aprile 2025.
Sono iscritto a Forza Italia dalla sua fondazione, nel 1994, e da oltre trent’anni svolgo il mio impegno politico all’interno di questo Partito.
Ma proprio per questo voglio essere estremamente chiaro:
non sto difendendo una poltrona.
Non sto difendendo un incarico.
Non sto difendendo una posizione personale.
Sto difendendo il diritto degli iscritti a vedere rispettata la propria volontà.
Per quanto riguarda gli organismi cittadini, non sono mai stato sfiduciato dalla Segreteria.
Non sono mai stato sfiduciato dal Direttivo.
Non è stato convocato un congresso per revocare il mandato.
Non mi risulta sia stata formalizzata una sfiducia attraverso gli organismi cittadini democraticamente costituiti.
E allora la domanda diventa ancora più semplice:
perché si interviene cancellando di fatto una struttura politica senza prima confrontarsi con chi quella struttura rappresenta?
UN CONGRESSO NON SI CANCELLA CON UNA LETTERA
Dopo il tesseramento 2025, Forza Italia Tivoli ha celebrato un Congresso unitario.
Gli iscritti hanno partecipato.
Gli iscritti hanno scelto.
Da quel congresso è nata una struttura composta da una Segreteria di 30 componenti e da un Direttivo di 9 componenti.
Una struttura costruita per rappresentare le diverse sensibilità del Partito e garantire partecipazione.
Nella stessa fase il sottoscritto ha nominato quale proprio Vicario Giovanni Lanci.
Quella struttura non è stata inventata in una stanza.
È stata costruita dagli iscritti.
Ed è proprio per questo che non possiamo accettare che venga cancellata attraverso una decisione calata dall’alto senza un confronto politico preventivo.
Se esistono problemi, vengano spiegati.
Se esistono violazioni dello Statuto, vengano indicate.
Se esistono responsabilità politiche, vengano contestate.
Se esistono ragioni per commissariare, vengano rese pubbliche agli organismi interessati.
Ma il potere non può trasformarsi in arbitrio.
Ed è qui che nasce la nostra contestazione:
quando una prerogativa viene utilizzata per azzerare una struttura democratica senza un confronto con gli iscritti e con gli organismi eletti, noi abbiamo il diritto e il dovere di parlare di abuso di potere politico”.
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