Prima domanda: ma tu parli inglese?
In aereo non riesci nemmeno a chiedere alla hostess, che ti guarda come un povero sfigato prodotto in serie, quanto costa una bottiglietta dacqua. In aeroporto ti sembra assurdo dover fare unora di fila al controllo passaporti, che non hai, perché tu hai ancora la carta di identità a due pagine che laddetto ai controlli la osserva perplesso, la rigira, la riguarda, poi ti fissa, poi la riguarda, ti chiede semplicemente il motivo del viaggio
tu lo guardi, lo fissi, non rispondi e allora lui ti ridà la tua piccola pergamena e si chiede perché mai gli italiani non hanno il passaporto?.
Welcome to England
Ce lhai fatta. Come in uno dei videogiochi degli anni 90, sei passato al secondo livello. Non cito la Play station, dovessi scambiarla per una fermata della metropolitana. Io sono li vicino a te e ti osservo, sei come un piccolo lupo nel bosco che non sa ancora cacciare e segue il branco. Ti metti in fila, dietro qualsiasi fila composta da italiani con una valigia e monti sul primo pullman che ti capita. Non importa se tu hai un amico che vive a Londra da anni e ti aspetta a Liverpool Street, tu prendi comunque quello che va a Victoria Station, perché tu non chiedi. Il cielo è grigio, piove, fa anche più freddo di quello che pensavi (e già perché credevi di andare a Formentera) ma la prima cosa che fai appena sceso dal pullman è mettere gli occhiali da sole.
Un sogno di nome casa
Il tuo amico può ospitarti per qualche giorno, poi però dovrai cavartela da solo e tu non te laspettavi nemmeno questo. A Londra qualcuno può darti dei consigli, può indicarti la via ma qui, chi ce lha fatta ha camminato con le proprie gambe, ha trovato la sua dimensione da solo, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno. Ma non tutti ce la fanno. A Londra. Ti sei ritrovato in un ostello che fa schifo: Perché non sapevi come cercare un ostello? Bene dai, e lo hai anche prenotato per dieci giorni? Passerai più di una
settimana col vecchietto irlandese ubriaco ogni sera, il tizio che russa tutte le notti, il finto poeta francese che ti recita le sue poesie, lo spacciatore nigeriano che prova a venderti 20 grammi di fumo a 150 pound? Bravo almeno a questo non ci sei cascato.
Il lavoro…un desiderio
Lo so, hai letto su internet che in Inghilterra il curriculum formato italiano non se lo fila nessuno e a questo eri preparato. Hai una cover letter? Si ce lhai. Lha scritta la ragazza di un tuo amico che è stata due settimane a Londra un paio destati fa. Sei simpatico, ti piace lavorare in gruppo, hai tanta voglia di imparare, hai un orario flessibile, sei anche tu flessibile, hai lasciato il tuo paese perché vuoi migliorare la tua vita e il tuo futuro, hai lavorato nel bar di un amico, hai aiutato tuo padre destate al chiosco sulla spiaggia, hai anche studiato francese a scuola (caspita) e bla bla bla. Ma qui tutti si stanno ancora chiedendo: Che sai fare? La metro ormai non ha più segreti per te, anzi ti piace, è come un grande tetris sotterraneo, hai imparato a passare dalla Central alla Northern line, ti ricordi sempre di stare sulla destra sulle scale mobili. Sei quasi diventato british al cento per cento. Come? Per lavorare a Londra serve il national insurance number? Sono proprio razzisti questi inglesi, pensi. Da noi un immigrato può lavorare tranquillamente in nero e non cè nessun problema. Immigrato? Si, qui tu sei considerato un immigrato, non sei fico perché sei italiano e porti gli occhiali da sole anche sotto la metro. Inizi ad essere felice, dopo un mese hai fatto tutte le cose burocratiche che nemmeno lontanamente credevi si dovessero fare. Quanti soldi hai speso già? Parecchi vero? Pensa a quanti ne avresti risparmiati se ti fossi informato prima.
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| con Samuel L. Jackson |
Non importa, ti hanno consigliato un agenzia che trova lavoro in poco tempo a tutti e hai pagato 50 pound. Dimmi, cosa hai trovato? Fai il Kitchen porter? Wow, Sembra cool a dirsi e scommetto che lo hai già raccontato a tutti i tuoi amici in Non raccontargli che stai 14 ore al giorno davanti ad un lavandino a lavare piattie padelle, che hai uno chef che ti urla addosso di tutto, che mangi in piedi, che per tornare a casa ci metti due ore la notte sul bellissimo bus a due piani. Ma non disperare, perchè se arrivi a lavorare in sala, puoi addirittura trovarti a servire Samuel L. Jackson e che ti dica: “Thanks mate!”.
Ascolti i discorsi degli italiani che come te lavano piatti dalla mattina alla sera, che come te già non ce la fanno più. Che dicono? Loro hanno trovato il tuo stesso lavoro lasciando curriculum nei ristoranti, non si fidavano delle agenzie perche a volte si accordano con gli chef, si dividono i tuoi 50 pound e dopo 6 mesi ti buttano in mezzo ad una strada cosi ci sarà un altro che avrà pagato 50 pound. E così via fino a quando gli aerei di Ryanair continueranno a fare la rotta Italia-Londra. Anche se non hanno il tempo per respirare loro, come te, non tornerebbero mai a casa, non tornerebbero mai in Italia. In fin dei conti stanno a Londra, guadagno mille pound al mese, ne pagano in media 500 per un buco di stanza in una casa con cosi tanti inquilini che dopo un mese ancora non li conosci tutti.
Il migliore amico squittisce
Come, in camera tua ci sono i topi? Non sapevi che a Londra dicono: One house, Parlami
del tuo quartiere. Come? Non vivi in uno di quei posti fichi tipo Covent garden, Camden town, Shoreditch, Soho, Canary Warf? Certo, con 500 pound al mese non te lo puoi permettere e lavorando 14 ore al giorno ancora non hai avuto il tempo di visitare nemmeno uno di questi quartieri. Non mi dire, per la casa hai dovuto chiedere altri soldi ai tuoi genitori perché non immaginavi che le agenzie ti avrebbero chiesto tre volte quello che pagherai per un mese di affitto, solo per poter mettere piede dentro una casa? Ma non dicevi di andare via per renderti autonomo e distaccarti dai tuoi? Mile End, la Torpigna di Londra Quindi vivi a Mile End? E cosè? Un quartiere ad est di Londra, il quartiere della comunità del Bangladesh, non capisci cosa comprare al supermercato, i tuoi vicini di casa non ti salutano mai, hanno tutti la tunica, le donne hanno tutte il burka e si spaventano solo ad incrociarti per le scale? Dai non fare cosi, è Londra, è il centro dEuropa, la città più cosmopolita al mondo e tu non eri preparato? Non accetti che a lavoro un indiano sia il tuo capo solo perché da noi gli indiani vendono le rose nei pub? Spiegami, perché sei andato a Londra? Certo, per quella sensazione che hai, guardando i grattacieli dal bus, che anche tu un giorno arriverai lassù. La consapevolezza che costi quel che costi, qui una opportunità qualcuno te la da, perché non importa da dove vieni, non importa chi eri o quello che facevi, qui il prima non esiste, qui puoi sognare. Chiudi gli occhi, sei stanco, vai a dormire ma dentro di te sai che domani, o tra una settimana o un mese, un anno, la tua vita qui può cambiare. Sai che ti dico, è già cambiata, perché Londra ti ha ridato il gusto di sognare.
Cosa fare prima di partire per Londra:
Un buon corso di inglese, il lavoro che troverai sarà direttamente proporzionale al tuo livello della lingua
Un curriculum formato inglese, unaccattivante cover letter di presentazione dalla quale capire in maniera rapida i tuoi punti di forza e perché dovrebbero scegliere te piuttosto che un altro
Una buona somma di denaro che ti permetta di sopravvivere i primi mesi, a Londra tutto costa il doppio: mezzi pubblici, cibo, affitto
Una lista di ostelli economici entro la zona due, Londra è divisa in sei zone e più ti allontani dal centro meno possibilità avrai di trovare un lavoro ben remunerato (le periferie di Londra non offrono niente di più delle periferie in italia).
Scegli il settore dove vuoi lavorare, ristorazione o negozi, fai una mappa delle zone dove ci sono ristoranti e negozi e come arrivarci coi mezzi pubblici.
Cose da fare e no appena atterrato a Londra:
Per il bene del tuo inglese, evita di legarti subito ad italiani o Londra ti sembrerà una caricatura delItalia
Non perdere tempo a visitare la città, il modo migliore per conoscerla è andare in giro cercando lavoro, una volta trovato ti creerai i tuoi luoghi di interesse
In qualsiasi posto chiedi sempre di parlare con un manager, fai capire subito che hai personalità e che te la cavi con la lingua
Compra subito la OYSTER CARD e fai un abbonamento settimanale, non andare oltre zona 3, non ha senso
Attiva un numero di telefono inglese e preparati il primo colloquio a Londra avviene telefonicamente, lo fanno per capire il tuo livello di inglese, se è scarso ti depennano subito
Trova prima un lavoro e dopo una casa, o finirai per spendere tutti i tuoi risparmi in affitti mostruosi, esistono buoni ostelli anche a 10 sterline a notte
Non mollare, vivrai momenti di solitudine estrema anche in mezzo a strade affollate ma la costanza, il metodo e la pazienza di premieranno. Tutto il resto verrà da solo.
Alessandro Neri






























