Mafia Capitale 2, da un’intercettazione di Buzzi salta fuori il nome di Vincenzi

La turbativa d’asta per il Cup

Siamo nella fase di aggiudicazione di un bando europeo per l’assegnazione della gestione del Cup (Centro unico di prestazioni sanitarie) suddiviso in diversi lotti per un totale di 91.443.027,75 euro al netto di IVA. Le indagini investigative hanno fatto emergere una turbativa d’asta relativa alla procedura competitiva di assegnazione, soprattutto del terzo lotto, che il gruppo di Buzzi considerava “più che sicuro” e del valore di circa “3 milioni di euro all’anno” sul territorio di Rieti, Latina e Frosinone. Successivamente al bando, la “cupula” di Buzzi, con un’azione ispirata da lui, Fabrizio Testa (ex collaboratore stretto di Gianni Alemanno) e Carminati, direttamente condotta da Gramazio grazie alla sua carica di consigliere dell’opposizione, ottenengono a garanzia la nomina nella commissione aggiudicatrice di Angelo Scozzafava, abituale interlocutore dell’organizzazione all’interno delle istituzioni. Mantenendo così il controllo dei lavori della commissione, per ottenere il risultato.

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Il nome di Vincenzi

Come emerge il nome di Vincenzi in questo “affare”? Premettendo che il capogroppo del Pd in Regione non è nemmeno indagato per le operazioni condotte dal duo Buzzi-Carminati, salta fuori durante un’intercettazione ambientale che gli investigatori hanno raccolto il 26 settembre scorso nella sede della cooperativa in via Pomona. Il Gip ricostruisce quella conversazione in cui “Buzzi illustrava a Carminati gli emendamenti che Testa avrebbe dovuto portare, in originale, in Regione (si presume nelle “mani” di Gramazio), relativi ai nuovi finanziamenti che sarebbero stati ottenuto grazie all’intervento del capogruppo Fi per 1,2 milioni di euro e Marco Vincenzi, capogruppo Pd alla Regione Lazio per 600mila.

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Questo dimostra che l’inchiesta si sta allargando a macchia d’olio, e sembra coinvolgere anche esponenti politici al momento, ritenuti dalla Procura estranei ai fatti.

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