Monterotondo – Autobus nuovi, problemi vecchi

I due nuovi mezzi, acquistati con un fondo regionale, sono una buona notizia per l'amministrazione, che però deve affrontare ogni giorno le rimostranze degli abitanti del centro storico

Gioisce l’amministrzione eretina, per la notizia di due nuovi autobus comunali che potenzieranno il servizio del trasporto urbano, già svolto dalla società Rossi Bus, acquistati tramite il fondo Sviluppo e Coesione Infrastrutture 2014-2020 della Regione Lazio.

All’inaugurzione dei mezzi, avvenuta lunedì 24 gennaio, c’erano, oltre al Sindaco, Riccardo Varone, gli assessori al Centro Storico e al Commercio, Claudio Felici e Luigi Cavalli, deputato alla Mobilità e Trasporti, nonché l’ex sindaco, oggi assessore regionale alla Mobilità Mauro Alessandri.

I cittadini avranno sicuramente motivo di essere felici di nuove opportunità di trasporto locale, ma intanto aspettano da novembre il nuovo Regolamento Comunale, promesso proprio a Tiburno dall’assessore Felici, ma mai pubblicato; aspettano di sapere se saranno tra i fortunati “vincitori” della riffa delle 52 videocamere di sorveglianza dichiarate istallate nel Comune il 22 dicembre scorso, ma di cui ancora non è dato sapere l’ubicazione.

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Perchè almeno un paio sarebbero di certo servite in via Oberdan (dove tecnicamente esistono, all’inizio della strada, ma servono per controllare gli accessi nella ZTL) nell’ultimo fine settimana, quando una mano di una pochezza sconfortante ha distrutto per due volte un vaso messo da privati all’angolo di un palazzo per onorare un’icona votiva e abbellire l’incrocio.

Sarebbero servite anche, sempre in via Oberdan, a testimoniare il pestaggio di due adulti in cibatte, avvenuto sulla soglia di casa ad opera di un branco di ragazzini, qualche giorno prima di Natale. Sarebbero servite a chiarire la dinamica del pestaggio di gruppo ai danni di un adulto in via Cavour, nel giugno del 2021. Servirebbero all’ingresso del Teatro Ramarini, dichiarato dagli abitanti luogo discreto e buio abbastanza da essere eletto a piazza di spaccio, nonchè setting del pestaggio di un 21enne ricoverato a lungo in ospedale nell’ottobre del 2021.

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Infine, le videocamere servirebbero per rendere inutile il monitorggio continuo dei privati cittadini o delle associazioni locali che ogni notte filmano e pubblicano sui social media la mancanza di alternative che (alcuni) giovanissimi pensano di avere, nonché lo sconforto che vivono e che riflettono in quella che dovrebbe essere la loro parentesi ludica.

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