GUIDONIA – Cocaina dall’Ecuador tra le banane, sequestrata una tonnellata

Blitz della Guardia di Finanza alla Dogana: il carico del valore di 200 milioni di euro su un tir proveniente da Anversa

Ai controlli della Dogana sarebbe transitato come un normale carico di banane. Ma tra la frutta esotica viaggiava anche oltre una tonnellata di cocaina, un tesoro del valore di 200 milioni di euro.

E’ il quantitativo sequestrato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma presso una piattaforma logistica di Guidonia Montecelio. Il blitz è stato eseguito nelle scorse settimane dagli investigatori del Gruppo delle Fiamme Gialle di Guidonia diretto dal Colonnello Giuseppe Bifero, ma ne è stata data comunicazione ufficiale agli organi di informazione soltanto oggi, venerdì 20 maggio.

Secondo la nota, la scoperta del carico sarebbe avvenuta nell’ambito dei consueti controlli delle merci provenienti dall’estero. La droga – esattamente 1.110 chili di cocaina purissima – viaggiava a bordo di un tir proveniente da Anversa ed era nascosta in un carico di banane proveniente dall’Ecuador. Attraverso una complessa ed articolata attività di analisi di rischio e di continuo monitoraggio, gli investigatori del Nucleo Operativo diretto dal Tenente Lorenzo Bernardi sono riusciti ad individuare la cocaina, abilmente occultata dentro 34 cassette di frutta esotica e suddivisa in 882 panetti.

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La droga, disposta immediatamente dietro i portelloni dell’autoarticolato, in modo da poter essere agevolmente prelevata all’atto dello scarico, era destinata presumibilmente alle piazze di spaccio dell’intero territorio nazionale. La sostanza era di qualità talmente pura, che avrebbe potuto essere tagliata fino a 4 volte prima di essere immessa sul mercato, fruttando alla criminalità un introito di circa 200 milioni di euro al dettaglio. Per tale motivo, dopo aver effettuato le analisi sull’enorme quantitativo sequestrato, è stato approntato un imponente dispositivo di sicurezza con l’impiego di più di 20 finanzieri per procedere alla complessa operazione di distruzione di tutto lo stupefacente all’interno di un apposito inceneritore.

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L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dalla Guardia di Finanza della Capitale.

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