FONTE NUOVA – Colombe bianche e striscioni, Tor Lupara piange per Valerio e Flavia (il video)

Un’altra giornata di dolore per la strage di via Nomentana. La lettera della zia di Valerio, le parole del parroco

E’ stata un’altra giornata di dolore e strazio per Tor Lupara, il quartiere di Fonte Nuova segnato a lutto dalla strage di via Nomentana in cui all’alba di venerdì 27 gennaio scorso hanno perso la vita 5 giovani (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Stamane, venerdì 3 febbraio, nella chiesa di Gesù Maestro si è celebrato l’addio a Valerio Di Paolo, il 21enne alla guida della Fiat 500, e di Flavia Troisi, la ragazza che il 25 febbraio aveva compiuto 17 anni e che nella notte maledetta aveva festeggiato con gli amici.

Oggi, come ieri per l’ultimo saluto a Simone Ramazzotti e Alessio Guerrieri, città in lutto, saracinesche dei negozi abbassate, via Nomentana chiusa al traffico per tre ore nel tratto compreso tra il luogo della tragedia e la parrocchia della frazione (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Un silenzio surreale, nonostante la presenza di oltre mille persone accorse per stringersi attorno a mamma Roberta e papà Marco, genitori di Valerio, e a mamma Roberta e papà Mario, genitori di Flavia.

Due striscioni davanti alla chiesa, sorretti dagli amici: “Nessuno muore, se vive nel cuore di chi resta” e “Ciao Angeli!”.
Prima dell’inizio della funzione sull’altare sono saliti la zia di Valerio Di Paolo e un amico dei 5 ragazzi per leggere due messaggi.

La zia di Valerio

Valerio – sono state le parole della zia del 21enne – ragazzo umile, generoso, sensibile, sempre al servizio degli altri.
Per tutti noi sei stato tenerezza, fragilità, gioia, felicità, amore puro: tanto facile amarti, quanto difficile dimenticarti.
Ricorderemo per sempre l’amore e il bene che hai donato, tu continuerai a vivere dentro di noi, continuerai a vivere nei nostri cuori, in ogni battito, in ogni respiro, perché una grande anima serve tutti sempre, una grande anima non muore mai”.
“Valerio, Flavia – ha continuato la zia del 21enne – avete terminato il vostro cammino terreno per approdare nel cielo insieme ai vostri amici di sempre Alessio, Simone, Giulia. Vegliate su di noi, alleviate la nostra sofferenza.

Fortemente vogliamo credere che un giorno ci ritroveremo, potremo sorriderci altre dieci, cento, mille volte ancora, rideremo tutti, torneremo ad essere felici e i vostri abbracci saranno eterni”.

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Ciao ragazzi – ha detto in sintesi il coetaneo delle vittime a nome di tutti gli amici – ci sembra impossibile salutarvi così, ma voi non andrete mai via del tutto perché il vostro ricordo resterà sempre con noi, nei nostri cuori e nei nostri ricordi”.

A celebrare il funerale è stato don Pedro Amadeo Barzan, il parroco di Gesù Maestro, affiancato dai vice don Tarcisio don Gianluca, don Massimo e don Franco, che hanno scelto una lettura del secondo Libro dei Maccabei e un’altra lettura tratta dal Vangelo secondo Marco.

La prima è una commemorazione di tutti i fedeli defunti, un brano sulla resurrezione sul sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.

La seconda racconta di Gesù che in punto di morte urla “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” e la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.

Il messaggio di don Pedro

Ci sono momenti della vita che segnano un prima e un dopoha esordito don PedroUna comunità si costruisce su lieti eventi, ma esistono momenti di dolore che ti toccano il cuore. In questo momento Valerio e Flavia, come Simone, Alessio e Giulia, hanno acquisito una famiglia più grande, ora sono i figli e i fratelli di tutti noi. Si vive una sola volta, viviamo intensamente, quando abbiamo la possibilità di dire ti voglio bene o di perdonare, non rimandiamo. Anche la zia di Valerio ci ha invitati a guardare avanti e a pensare al giorno in cui ci ritroveremo. Loro sono dall’altra parte, ci dicono di non sprecare la nostra vita e ci indicano le cose per le quali vale la pena vivere”.

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Nel Vangelo di Marco – ha proseguito don Pedro – alla morte di Gesù il velo del tempio si squarcia in due. Flavia e Valerio hanno aperto quel velo, entriamo dentro e non lasciamoli soli, come loro non lasceranno soli noi.
Da oggi in ciascuna delle vostre famiglie c’è un angelo che vi dice: “Io sto con te”.
Infine, l’appello di don Pedro a Valerio e Flavia.

Valerio con la tua testardaggine, Flavia con la tua determinazione, aiutateci ad aprire le porte del Paradiso”.

L’uscita delle bare bianche dalla chiesa è stata salutata da applausi e lacrime, palloncini bianchi e striscioni, fumogeni e dal lancio verso il cielo di colombe bianche, simbolo della purezza di due ragazzi di soli 21 e 17 anni.

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