PALOMBARA SABINA – Ricovero scambiato per un canile: il Tar annulla l’ordine di demolizione

Comune condannato a risarcire i proprietari

All’interno sono stati ritrovati 14 animali e questo è stato sufficiente a confondere un ricovero per cani con un canile.

In realtà, 8 erano di amici e conoscenti, mentre i restanti erano dei proprietari del terreno.

Fatto sta che il Comune di Palombara Sabina aveva imposto la demolizione di opere considerate abusive, ma che tali non si sono dimostrate.

A ristabilire la verità ha pensato il Tar del Lazio.

Con la sentenza numero 13183 – CLICCA E LEGGI LA SENTENZA – pubblicata venerdì 17 luglio i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Tommaso Acconcia, legale di Valentina P., Antonio P. e Rosalia C., e annullato l’Ordinanza numero 72 emessa il 12 maggio 2025 dal dirigente Lavori Pubblici, Patrimonio e Urbanistica del Comune di Palombara Sabina che imponeva la demolizione / rimozione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi in strada della Cascianella.

 

 

Dalla sentenza emerge che il 4 febbraio 2025 i veterinari della ASL RM5 e personale dell’Ufficio Tecnico comunale effettuano un sopralluogo congiunto nel corso del quale accertano che sui terreni di proprietà di Valentina P., Antonio P. e Rosalia C. sono realizzate alcune recinzioni in paletti e rete a maglia metallica, all’interno delle quali sono presenti ricoveri precari e non stabilmente infissi al suolo, riguardanti box per cani, privi di impianti per lo smaltimento dei reflui degli animali.

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I ricoveri, divisi in più box, contengono ciascuno un numero variabile di cani e sono stati realizzati con recinzioni metalliche e coperture leggere di onduline di plastica; alcune delle pareti sono in materiale formato da tavelloni di laterizio posti a “coltello”.

Al termine del sopralluogo i veterinari redigono un verbale, mentre il dirigente all’Urbanistica firma l’Ordinanza numero 72/2025 impugnata al Tar tramite l’avvocato Tommaso Acconcia di Roma.

 

 

I giudici hanno preso atto che nel terreno sono state realizzate delle recinzioni – in alcuni casi provviste di coperture mediante teli e in altri separate mediante il mero appoggio di mattoni – non sviluppanti volumetria, ma destinate esclusivamente al ricovero di cucce per cani.

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Insomma, il legale ha dimostrato che non c’era alcuna opera edilizia con un connotato di manufatto per il quale bisognava chiedere il permesso di costruire al Comune di Palombara Sabina.

Il Tar ha inoltre condiviso la tesi secondo cui la recinzione metallica non è qualificabile come costruzione, in quanto non determina un ingombro paragonabile a quello delle costruzioni in muratura, per cui la sanzione demolitoria inflitta dall’amministrazione comunale è inadeguata e sproporzionata rispetto alla precarietà e assenza di volumetria edilizia urbanisticamente rilevante in relazione alle caratteristiche costruttive delle opere contestate.

Il Comune di Palombara Sabina è stato inoltre condannato a rifondere ai ricorrenti le spese di lite per complessivi 1.500 euro, oltre accessori di legge, se dovuti.

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