In riferimento all’articolo GUIDONIA – “Stipendi pagati in ritardo”, assistenti ai disabili pronti allo sciopero e all’articolo GUIDONIA “Assistenti ai disabili pagati in ritardo”, Cgil diffida il Consorzio Valcomino, da Aniello Crescenzo, Responsabile Terzo Settore della FP CGIL di Roma Est, riceviamo e pubblichiamo:
Aniello Crescenzo, Responsabile Terzo Settore della FP CGIL di Roma Est
“Dopo presidi, scioperi, incontri istituzionali e promesse d’intervento, la realtà per i lavoratori dell’assistenza domiciliare (ADH) del Distretto RM 5.2 non cambia: lo stipendio di luglio, che doveva essere versato entro il 20 agosto, non è ancora arrivato.
Eppure, nell’ultimo tavolo del 16 luglio, di fronte alla ferma protesta dei lavoratori guidati dalla FP CGIL, le istituzioni e la presidenza del Consorzio PAGUS (comune capofila Guidonia Montecelio) si erano impegnate ad adottare atti chiari e risolutivi nei confronti del Consorzio Valcomino.
L’unico atto prodotto è stata una nota dirigenziale di mero sollecito a fine luglio.
Un atto formale che si è rivelato del tutto inefficace: il Consorzio Valcomino continua a gestire i pagamenti a proprio piacimento, lasciando gli operatori – che garantiscono ogni giorno un servizio essenziale a persone fragili e disabili – senza retribuzione e senza rimborso delle spese vive sostenute di tasca propria per gli spostamenti.
La sensazione forte tra i lavoratori è che la montagna abbia partorito il topolino e che si continui a prendere in giro chi lavora. Non possiamo accettare che la risposta del pubblico a fronte di sistematiche violazioni contrattuali sia una lettera di richiamo senza seguito.
Per queste ragioni, la FP CGIL ha inviato una nuova diffida formale sia al Consorzio Valcomino che al Consorzio PAGUS/Comune di Guidonia Montecelio, chiedendo l’immediato sblocco delle spettanze e l’attivazione del pagamento diretto da parte dell’Ente pubblico in sostituzione dell’azienda inadempiente.
Se gli stipendi non verranno accreditati immediatamente, la mobilitazione ripartirà con nuova intensità in tutte le sedi opportune.
La dignità dei lavoratori e la tutela dei servizi sociali non si difendono con le sole rassicurazioni, ma con gli atti consequenziali”.































