Forzano le porte ed eludono gli allarmi con una facilità impressionante, quindi aprono la cassaforte come una scatola di sardine e spariscono col bottino.



E’ in sintesi l’audace colpo dei soliti ignoti messo a segno all’alba di oggi, venerdì 6 marzo, ai danni del supermercato Conad di via Tiburtina chilometro 21,200, al Bivio di Guidonia, di proprietà del “Gruppo C. R. Spa”.
Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, è stato un “lavoro” da manuale del crimine, uno di quelli possibili soltanto nei film.
Le telecamere dell’impianto di videosorveglianza del punto vendita hanno ripreso tre uomini incappucciati entrare in azione verso mezzanotte e 40.
I malviventi hanno prima messo fuori uso l’impianto elettrico del cancello d’accesso legandolo con del fil di ferro: uno stratagemma per impedire l’apertura e rallentare così l’eventuale intervento della vigilanza privata o delle forze dell’ordine durante le fasi del colpo.
La banda è penetrata a piedi nel parcheggio, quindi ha raggiunto il retro del supermercato dove ha forzato una porta: due uomini hanno fatto irruzione, il terzo è rimasto all’ingresso.
Dalle immagini si ha l’impressione che i ladri erano ben informati ed evidentemente avevano studiato il colpo a tavolino nei minimi dettagli, se è vero che hanno puntato senza esitazione l’ufficio dove è custodita la cassa continua, la cassaforte all’interno della quale vengono depositati gli incassi giornalieri.
Armati di un piccone e di due frullini, nel giro di un quarto d’ora i malviventi sono riusciti ad aprire il forziere, a prelevare i contanti e a dileguarsi favoriti dal buio della notte.
Il bottino è in fase di quantificazione.
Stando sempre alle prime informazioni raccolte dal quotidiano Tiburno.Tv, sembra che l’istituto di vigilanza non abbia ricevuto il segnale telefonico dal ponte radio, come avviene solitamente in casi di effrazioni: una circostanza che fa supporre che la banda del buco fosse dotata anche di un jammer, meglio noto come disturbatore di frequenze, lo strumento utilizzato per impedire ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere onde radio.
Inoltre non è chiaro se i ladri siano riusciti a disinnescare il nebbiogeno, l’antifurto pensato e realizzato per impedire, in modo semplice e veloce, furti ed effrazioni.
Vale la pena ricordare che il Conad di via Tiburtina del “Gruppo C. R. Spa” aveva subito un furto simile nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 aprile 2025 (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).



In quel caso, i banditi – almeno in tre – riuscirono a penetrare nel supermercato passando attraverso il bar interno al mega store “Gran Family”.
A separare il bar e il supermercato c’è soltanto un muro che i malviventi forarono ritrovandosi all’interno di un ufficio dove è custodito il cash in: si tratta di una cassaforte all’interno della quale vengono depositati gli incassi ogni fine giornata direttamente sul conto corrente dell’azienda.
A quel punto, fu un gioco da ragazzi aprire la cassaforte, prelevare circa 50 mila euro in contanti e dileguarsi nella notte.
Un “lavoro” da professionisti, ladri ben informati che sapevano da quale parte attaccare il supermercato e soprattutto il punto preciso dove fare il “buco” per ritrovarsi davanti alla cassaforte.





























