TIVOLI – Nuovo Acquedotto Marcio, i Verdi: “L’Aniene rischia di diventare un ruscello”

Comunicato stampa di Renato Sabini, portavoce di Europa Verde e co-responsabile di Avs

Da Renato Sabini, portavoce di Europa Verde di Tivoli e co-responsabile di Alleanza Verdi e Sinistra di Tivoli, riceviamo e pubblichiamo:

“Al Sindaco di Tivoli e alla sua amministrazione non interessano le sorti dei nostri beni più preziosi.

Ciò si evince dall’audizione di ieri della Commissione Ambiente sul progetto del nuovo Acquedotto Marcio, da parte di Acea, di cui il Comune di Tivoli è socio, seppur all’1 per cento.

E’ da più di un anno e mezzo che le associazioni, i comitati cittadini ed i partiti, tra cui il nostro, con l’intervento dell’Onorevole Filiberto Zaratti, hanno portato all’attenzione della città e delle autorità cittadine, ciò che stava accadendo e che sarebbe successo a causa di un nuovo acquedotto dell’Acea.

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Sia i Comuni della Valle dell’Aniene sia i partiti di opposizione hanno chiesto da ottobre 2025 un intervento del Comune di Tivoli.

Le opposizioni, tra cui AVS, hanno presentato una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, nel marzo 2025, che impegnava il Sindaco a convocare i Comuni della Valle dell’Aniene, promuovere un confronto con Acea e portare la questione all’attenzione della Conferenza dei Sindaci di Acea ATO 2.

Ieri, nella Commissione Ambiente stessa è stato confermato che né il Sindaco né l’Amministrazione hanno dato seguito a tale impegno.

Le associazioni e i cittadini, nel corso della Commissione, hanno messo in evidenza tutta una serie di aspetti critici, dalla diminuzione della portata di acqua del fiume Aniene, che rischia di esser ridotto ad un ruscello, ai rischi ambientali e paesaggistici per l’area di Pomata (con la possibile devastazione sia degli acquedotti romani che della zona stessa) ed il rispetto delle prescrizioni e dei ripristini previsti.

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A render ancora più grave la situazione c’è il fatto che la commissione, ancora una volta, si è conclusa senza l’assunzione di impegni concreti e senza la definizione di alcun programma di azioni, come richiesto dalle opposizioni”.

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