Guidonia – Un bicchiere di the alla pesca al bar. Famiglia intossicata finisce in ospedale

Dovevano andare al matrimonio di un amico, ma prima della cerimonia s’erano fermati al bar per dissetarsi. Il sole splendente, la temperatura calda, insomma la giornata ideale per un pranzo in allegria e festeggiare gli sposi.

Alle nozze, però, i 35enni Daniele Proietti, la moglie Monica Pagliaroli e i loro due bambini di quattro e nove anni, non ci sono mai arrivati. Dopo aver sorseggiato un bicchiere di the alla pesca, infatti, la famiglia è finita al pronto soccorso di Tivoli intossicata da quella bibita dissetante.

Sul caso stanno cercando di fare piena luce gli ispettori del Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma G di Villa Adriana che hanno acquisito la bottiglia “incriminata” e altre dello stesso lotto per la repertazione di routine.
La disavventura è accaduta verso le 11,20 in un bar del Centro storico di Tivoli, a due passi dal Duomo dove dieci minuti dopo si sarebbe celebrato il matrimonio di un amico della famiglia Proietti.
Daniele, Monica e i piccoli Alessio e Cristian vi erano entrati insieme ad altri due amici, anche loro invitati alle nozze. Crodino per il 35enne tiburtino, Aperol per gli altri due, un bel bicchiere di the alla pesca per i piccoli. Pare che la banchista abbia servito la bevanda, aprendo davanti ai clienti una bottiglia da un litro e mezzo marca Nestea. Così Alessio con una cannuccia ha ingurgitato tutto d’un fiato quasi mezzo bicchiere, quindi è stata la volta del fratello maggiore Cristian e infine di mamma Monica che ne ha bevuto un piccolo sorso, tanto quanto bastava per rinfrescarsi.
A quel punto, il dramma. I bambini hanno avvertito prima un bruciore improvviso all’esofago, poi una forte sensazione di nausea. Passare da quello stato a vomitare è stato un attimo, tant’è che mamma Monica ha fatto appena in tempo ad accompagnarli alla toilette dove i fratellini hanno rimesso pure l’anima. Nel frattempo Daniele parlava coi due amici e non immaginava di certo quanto stava accadendo ai figli.
Lo ha saputo nel momento in cui la moglie – anche lei colta dagli stessi sintomi – è tornata al bancone del bar, raccontandogli degli stani effetti del the alla pesca.
Solo allora il 35enne, preoccupato, ha dato una piccola sorsata, poi un’altra ancora. Poco liquido, ma sufficiente per sentire forti bruciori, un “friccichìo” alla gola, un’irritazione simile a quella avvertita dopo aver ingerito peperoncino.
A cosa era dovuto? Mistero. Certo è che la famiglia Proietti s’è incamminata verso il Duomo, convinta che il peggio fosse passato. Durante il tragitto, però, in via San Valerio Daniele ha incrociato una volante della Polizia, alla quale ha raccontato l’accaduto: gli agenti hanno consigliato al 35enne di tornare al bar, acquistare l’intera bottiglia e custodire lo scontrino.
Detto, fatto. Ma un minuto più tardi Alessio e Cristian sono stati colti da un nuovo malore e i genitori li hanno accompagnati al pronto soccorso del “San Giovanni Evangelista”. Prelievo di sangue e tre serie di flebo per mamma e figli, dimessi rispettivamente con prognosi di quattro e due giorni.
Il pericolo è scampato, ma la partecipazione al matrimonio è andata a farsi “benedire”. Resta un dubbio atroce: cosa c’era nella bottiglia di the?

Marcello Santarelli

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