Pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Come per tutte le altre emergenze, deve scoppiare il caso eclatante e documentato perché in Italia si sollevi il problema

Non è una novità che le carceri nel nostro paese sono un luogo di violenza. Non è nuova la massima per cui lo stato di un paese si analizza guardando le carceri e gli ospedali. In Italia difettano entrambi da decenni. Il primo per mancanza di fondi, ma anche per pregressi sperperi. Il secondo per totale incuria. Meglio non mettere i riflettori in un luogo dove dislivelli di trattamento tra detenuti di serie A e semplici malfattori ordinari è la prassi consolidata, dove chi sgarra paga a suon di botte, dove il clima di intimidazione e violenza è sancito quasi sempre da un clan formato da alcuni controllori e altri controllati, dove in un famoso testo edito da Einaudi nel 1973 (Il carcere in Italia di Giulio Salerno) si definiva gli istituti di pena come “l’università del crimine”.

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Trapassati i tempi in cui Foucault in Sorvegliare e Punire metteva sullo stesso asse carceri e ospedali psichiatrici ma anche ospedali propriamente detti dove il soggetto detenuto è un sorvegliato che perde ogni idea di persona ma solo il rappresentante del motivo per cui è lì: malattia fisica, psichica o crimine.

Ma tutti sappiamo del clima di impunità garantito alle guardie carcerarie per contraccambiare socialmente un riconoscimento per un lavoro che non vuole fare nessuno. Triste condizione la loro. Esercitare il controllo della segregazione nella condizione di parziale segregazione.

E se non ci fossero state delle riprese e il coraggio di diffonderle oggi di quanto è successo non sapremmo nulla. Il 6 aprile del 2020 non fu solo una spedizione punitiva nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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Ora si scatenerà lo scarica barile tra mandanti ed esecutori. Qualche audace dirà che quella forma di violenza, pur terribile, è meno terribile di una situazione che esce di controllo. La Cartabia ha parlato di “oltraggio alla Costituzione” e si dovrebbe fare il calcolo di quante volte questa Costituzione degli italiani sia stata oltraggiata per dover tristemente ammettere che la realtà del secondo dopoguerra non è stata all’altezza degli ideali per cui è stata fondata.

Tante riflessioni produttive deve muovere questa vicenda del pestaggio in carcere. Ma c’è da scommettere che tutto finirà con qualche processo esemplare con condanna per far tornare tutto come era prima.

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