Simone è il primo nato di Fonte Nuova

Il 15 ottobre del 2001, giorno della nascita del nuovo Comune

Alle ore 11 e 45 del 15 ottobre 2001 è nato il primo abitante di Fonte Nuova. È Simone Peluso, che oggi compie venti anni, come appunto il Comune che si è separato da Mentana. Un piccolo primato che portò all’epoca la famiglia su tutti i giornali locali, curiosi di intervistare i genitori del primo nato fontenovese.

“Se non fosse stato per i giornalisti che ci vennero a bussare a casa, probabilmente nemmeno lo avrei saputo – spiega la madre, Daniela Asfalto – comunque è una cosa che mi dà soddisfazione, perché la nostra è una delle prime famiglie di Tor Lupara e io sono nata in casa in via Fratelli Rosselli dove ancora oggi abito”.

La donna si dice contenta della nascita del comune di Fonte Nuova, anche se all’epoca non fu tra i firmatari del referendum. “Devo essere sincera, non mi ricordo nemmeno se sono andata a votare – spiega – in quel periodo tra il lavoro e il figlio in arrivo ero super impegnata. Però devo dire che qualcosa si è visto in questi anni e quindi credo sia stato un bene separarci da Mentana”.

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Simone da bambino ha frequentato le scuole a Monterotondo, dove lavorava la madre in quel periodo. Ha frequentato le Elementari all’eSpazia, le medie alla Buozzi e poi l’istituto alberghiero a Palombara Sabina. Dopo una prova lavorativa a un ristorante, però, ha scoperto che le cucine non facevano per lui.

“Mi piace di più lo sport e quindi mi sono iscritto a Scienze Motorie e sportive, perché vorrei diventare un personal trainer – spiega il ragazzo – Ho giocato tanti anni a calcio e ora milito in terza categoria con la Spes Mentana”.

Come la maggior parte dei coetanei, anche Simone lamenta per Fonte Nuova soprattutto la mancanza di spazi per i giovani.

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“Sapere di essere stato il primo a nascere qui fa comunque un bell’effetto – continua il primo nato del Comune – Se potessi esprimere un desiderio, visto il compleanno, direi che sarebbe bello avere qualche locale, visto che siamo costretti ad andare a Roma la sera, e magari anche degli spazi per praticare sport”.

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