Pandemia, il trionfo degli azzeccagarbugli

Col COVID invece di essere smantellata i regolamenti cervellotici hanno segnato un punto in più

Prima che Draghi diventi presidente della repubblica e controlli direttamente anche Palazzo Chigi ci affrettiamo a formulare l’ennesima critica al suo DPCM di continana memoria. Approvato dall’ex premier, nonostante i molti appunti di costituzionalità, e sopportato per la situazione di emergenza, la formula del Dpcm torna in auge. Ma del resto non era mai andata via. Il Presidente del Consiglio dei ministri, quindi, emana delle regole per la vita ordinaria di ciascuno di noi come fossero una circolare per il funzionamento di una Camera.

C’è l’emergenza! – Si dirà – Bisogna accelerare i tempi! . Non si si può perdere nei rivoli di regole e regolamenti che avrebbero bisogno di tempi che non si confanno all’emergenza pandemica. Bene! Giusto! E allora andiamo a vedere cosa dispone questo Dpcm. Penalizza coloro che non dispongono di Green Pass, che non sono esattamente corrispondenti ai no vax (ma anche se fosse anche questi ultimi hanno diritto di campare senza confinarli alle strette condizioni di sussistenza). E mentre in Europa si ricomincia ad aprire, l’Italia si scopre prussiana e impone il rigore del comando.

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Si concede allora – attraverso l’art. 1 del DPCM, di assolvere alle esigenze alimentari e di prima necessità. Nell’allegato si legge che con questa dizione si intendono i prodotti alimentari, bevande e surgelati. A prima lettura parrebbe che uno senza Green Pass in un supermercato possa comprare solo generi di stretta sussistenza. Ma si è corso ai ripari. Leggendo le FAQ l’accesso agli esercizi commerciali “consente l’acquisto di qualsiasi tipo di merce, anche se non legata al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie individuate dal DPCM”. IN questo modo le FAQ perdono il carattere strettamente interpretativo per cui erano nate per assumere carattere normativo.

In un ordinario manuale di diritto si direbbe che sono state sovrapposte le fonti di legge e la loro gerarchia.

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Inutile addentrarsi sul cervellotico ordinamento delle ultime restrizioni imposte per dare valore a un documento, il Green Pass, che valore non ne ha né tantomeno riesce a garantire sull’immunità di chi lo esibisce. Tutto questo per evitare fosse sancito l’obbligo della vaccinazione, incondizionatamente. E non si è fatto per equilibrare dei pesi e contrappesi che l’attuale presidente si trova in Consiglio dei ministri.

Alla faccia del Super Mario tanto celebrato e del superamento delle logiche politicistiche. Oggi sappiamo che questo non è il governo dei migliori. Ma sappiamo tanto più che non è migliore colui che andrà a fare il presidente della repubblica. E forse è meglio così.

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