Druento e Guidonia Montecelio, Piemonte e Lazio, due scuole lontane geograficamente ma unite da un progetto capace di trasformare la scrittura in incontro, scoperta e crescita condivisa.
È questo il cuore di “Ponti di Parole: corrispondenze d’Italia tra Torino e Roma”, il percorso che ha coinvolto la classe 2°C dell’Istituto Comprensivo Anna Frank di Druento (TO) e la classe 2ª G dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Garibaldi di Setteville di Guidonia Montecelio (RM).
Il progetto nasce dall’amicizia e dalla collaborazione professionale tra Michela e Federica, due docenti di scuola primaria accomunate dalla stessa idea di scuola: una scuola che crea legami, apre orizzonti e mette in relazione persone e territori.
Dopo aver ottenuto il ruolo come docente di sostegno, Michela si trasferisce a Druento per iniziare una nuova esperienza lavorativa.
Proprio da questo cambiamento nasce l’idea di costruire un ponte tra il luogo lasciato e quello appena scoperto, coinvolgendo la collega Federica in un percorso condiviso tra le due classi.
Da febbraio a giugno, gli alunni hanno dato vita a uno scambio epistolare autentico, fatto di lettere scritte a mano, racconti personali, curiosità, emozioni e descrizioni dei propri paesi, delle abitudini quotidiane e dei luoghi vissuti.
Attraverso le parole, i bambini hanno avuto l’opportunità di “viaggiare” pur restando in classe, scoprendo nuove realtà e imparando che esistono modi diversi di vivere, parlare e guardare il mondo.
La corrispondenza è diventata così uno strumento per conoscere non solo nuovi luoghi, ma anche nuove prospettive.
Ogni lettera ha rappresentato un piccolo passo verso l’altro: un’occasione per confrontarsi, raccontarsi e sentirsi parte di qualcosa di più grande della propria quotidianità.
Accanto al valore educativo per gli alunni, il progetto ha assunto anche un importante significato formativo per le docenti coinvolte.
Il dialogo costante tra Michela e Federica ha permesso uno scambio continuo di idee, pratiche educative e visioni didattiche differenti, dimostrando quanto il confronto professionale possa diventare una risorsa preziosa per innovare e costruire percorsi realmente significativi.
Dal punto di vista didattico, gli studenti hanno lavorato sulla produzione testuale, sulla revisione consapevole e sull’adeguatezza comunicativa rispetto a un destinatario reale, in un contesto inclusivo che ha valorizzato i diversi livelli di partenza e favorito la partecipazione attiva di tutti.
Il progetto ha inoltre integrato una dimensione concreta di outdoor education: le lettere sono state spedite fisicamente presso gli uffici postali del territorio, trasformando un’attività scolastica in un’esperienza reale di cittadinanza attiva.
Un gesto semplice, ma capace di restituire valore all’attesa, alla cura delle parole e alla costruzione di relazioni autentiche.
Inserito nel curricolo di Educazione Civica e collegato agli obiettivi dell’Agenda 2030, “Ponti di Parole” ha dimostrato come la scuola possa ancora essere luogo di incontro, dialogo e scoperta reciproca.
Un progetto nato quasi per caso da un trasferimento e da un’amicizia professionale, ma che è riuscito a costruire qualcosa di molto più grande: un ponte umano e culturale tra bambini, insegnanti e territori diversi.


































