Amatrice 10 anni dopo: così la Polstrada di Passo Corese intervenne per prima

Il racconto di un ispettore referente Asaps di Rieti

Furono i primi ad arrivare sul posto e davanti alla catastrofe iniziarono a scavare a mani nude tirando fuori dalle macerie feriti e morti.

Sono trascorsi dieci anni dal terremoto di Amatrice in cui morirono 299 persone e altre 388 rimasero ferite, ma il ricordo è ancora impresso nella memoria degli agenti del Distaccamento di Passo Corese, un presidio di sicurezza stradale lungo la via Salaria tra la parte della provincia di Roma a partire da Settebagni, Monterotondo Scalo fino a Rieti e provincia.

Fu il personale del Distaccamento oggi diretto dall’ispettore Claudio Gilardi il primo a giungere sul posto ad Amatrice, verso le 04.20 circa nella notte del 24 agosto 2016, quando ancora le fonti ufficiali di informazione non avevano  esatta cognizione dell’area interessata dal sisma.

A raccontare quei drammatici momenti fu Piero Ciccaglioni, all’epoca ispettore della Polizia Stradale di Rieti e referente di ASAPS, in una lettera pubblicata il 26 agosto 2016 sul “Il Centauro”, rivista ufficiale dell’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale.

 “In particolare – racconta l’ispettore Ciccaglioni – la pattuglia del Distaccamento di Passo Corese, con turno 01/07, composta dagli Assistenti Capo Emanuele Ciacia e Giuseppe Liberati, alle ore 03.50,  veniva allertata dalla Sala Operativa a seguito dell’attivazione dell’allarme presso il Distaccamento di Amatrice non presidiato in ore notturne.

LEGGI ANCHE  RIANO - Tre cinghiali morti di Peste Suina Africana

Durante il tragitto, salivano a bordo dell’autovettura di servizio il Comandante della Sezione di Rieti, Commissario Capo Dr. Luca IOBBI, e dell’U.O.D. di Amatrice, Ispettore Capo Orietta ONORATI  quest’ultima avvisata telefonicamente dal collega Domenico D’ANGELO  residente ad Amatrice ed in servizio presso il locale Distaccamento di Polizia Stradale il quale avvertiva del cataclisma che era accaduto nella cittadina.

Dall’Assistente Capo CIACIA, con il quale ho avuto il primo contatto al mio arrivo sul posto, ho raccolto  testimonianza della scena apocalittica che si sono trovati di fronte appena giunti ad Amatrice.

I componenti la pattuglia di Passo Corese, infatti, sono stati in assoluto i primi ad intervenire;  non era ancora l’alba e appena giunti nel paese, il cui ingresso rimane nascosto da un tornante, il corso principale non esisteva più, coperto da una barriera insormontabile di macerie”.

“Senza pubblica illuminazione – prosegue l’ispettore Ciccaglioni – l’aria carica di polvere, il silenzio rotto solo da grida di aiuto, il penetrante odore del gas che fuoriusciva dalle condotte con un forti sibili e, quel poco che si riusciva a scorgere attraverso le torce elettriche, erano sagome di persone disperate che si aggiravano come ombre di disperazione tra le resti delle abitazioni.

LEGGI ANCHE  TIVOLI - Seminario gratuito sul Bilancio comunale

Il personale della Sezione di Rieti, ancorché in ferie o a riposo, verso le 5,00, è immediatamente rientrato in servizio e si portava nelle aree devastate dal sisma.

Con loro anche pattuglie della Sezione di Roma ( in totale 13 equipaggi)  e della Squadra Volanti della Questura di Rieti.

Voglio segnalarvi, inoltre, i tanti colleghi in servizio presso il Distaccamento di Amatrice, dimoranti nei comuni limitrofi devastati anch’essi dal terremoto (Norcia, Arquata del Tronto), i quali, prontamente, di propria iniziativa, hanno raggiunto lo stabile del Distaccamento, fortemente lesionato dall’evento sismico, per prelevare alcuni  veicoli di servizio e prodigarsi immediatamente nei primi soccorsi.

Quando sono giunto sul posto, sono rimasto molto colpito dalle uniformi di specialità dei miei colleghi; completamente imbiancate dalla polvere dei calcinacci, con gli stivali coperti di fango e i volti stanchi di chi lotta contro l’ineluttabilità di una tragica pagina della nostra storia.

E’ un’immagine questa che rimarrà per sempre indelebile nella mia memoria. Non potrà svanire, mai!”.

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.