ROMA EST – Nel call center lavoratori irregolari e stipendi pagati in contanti

Operazione della Guardia di Finanza

Irregolarità nelle assunzioni di 468 lavoratori e stipendi pagati sistematicamente in contanti.

E’ il quadro scoperto dai dai militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Roma in una società, con sede nel quadrante sud-est della Capitale, attiva nei settori dei call center e delle emittenti radiofoniche.

Secondo un comunicato diffuso oggi, giovedì 10 settembre, dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle, tra gli elementi rilevati figurano il sistematico pagamento in contanti delle retribuzioni, la non corretta tenuta del libro unico del lavoro e omissioni nel versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

L’analisi della documentazione aziendale e dei dati informatici ha consentito di ricostruire le effettive modalità d’impiego del personale e di definire la dimensione delle irregolarità.

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Il ricorso al contante è risultato in contrasto con gli obblighi di tracciabilità delle retribuzioni.

Gli esiti degli accertamenti sono stati segnalati all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’INPS e all’INAIL per gli adempimenti di rispettiva competenza. La tracciabilità delle retribuzioni non costituisce soltanto un obbligo formale: rende documentabili i pagamenti e consente al lavoratore di verificare le somme percepite.

La regolarità contributiva incide direttamente, invece, sulla posizione previdenziale e sulle relative tutele assistenziali. Il rispetto di questi obblighi protegge i lavoratori e contribuisce a garantire condizioni di concorrenza corrette, evitando che la gestione irregolare del personale possa tradursi in un vantaggio a danno delle imprese che operano nel rispetto della normativa.

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Stando sempre al comunicato stampa, l’intervento svolto si inserisce nelle linee d’azione della Guardia di Finanza tesi a contrastare le irregolarità nei rapporti d’impiego, a tutelare i diritti dei lavoratori e a salvaguardare la leale concorrenza tra le imprese.

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