E’ comunemente considerato come portatore di numerose malattie pericolose e trasmissibili all’uomo, soprattutto attraverso l’inalazione di polveri derivanti dagli escrementi essiccati o per contatto.
Eppure, i piccioni in Italia sono considerati fauna selvatica protetta dalla legge nazionale numero 157/1992 per cui l’uccisione o il maltrattamento costituisce un reato.
Ne sa qualcosa un 47enne italiano residente a Marino che sabato scorso 26 settembre è stato beccato con 4 esemplari appena abbattuti.
Per questo l’uomo è stato denunciato dai Carabinieri Forestali di Guidonia Montecelio per violazione della legge quadro nazionale che protegge la fauna selvatica omeoterma e regola l’attività venatoria in Italia.
Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, il fatto è avvenuto in località Tenuta Aniene, l’area di campagna nella zona tra il corso del fiume e via Maremmana inferiore, a Villa Adriana, dove i Carabinieri Forestali sono intervenuti su segnalazione nell’ambito dei controlli di routine in occasione dell’apertura della caccia.
I militari hanno trovato alcune auto in sosta davanti ad un cancello di ingresso alla tenuta e un gruppo di cacciatori intenti a sparare.
Alla vista delle divise, i cacciatori sono fuggiti ma i Carabinieri Forestali sono riusciti a fermarne 5, tutti residenti a Marino.
L’attenzione si è concentrata sul carniere del 47enne, all’interno del quale sono stati rinvenuti 4 piccioni appena abbattuti, oltre ad un colombaccio non registrato sul tesserino regionale venatorio: per questo il cacciatore è stato multato di 154 euro per omessa annotazione del capo abbattuto durante la giornata.
Oltre alla denuncia, è scattato il sequestro del fucile utilizzato, un Breda calibro 12 semiautomatico, 25 munizioni e i 4 piccioni abbattuti.
Sabato mattina i controlli dei Carabinieri Forestali si sono estesi anche lungo la Strada comunale di Pomata, a Tivoli, dove lunedì 21 settembre il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi con l’ordinanza contingibile e urgente numero 307 – CLICCA E LEGGI L’ORDINANZA - ha disposto il divieto di esercizio dell’attività venatoria a salvaguardia della pubblica incolumità fino al 31 Gennaio 2027 su richiesta dell’Associazione Agricustodi di Pomata, un gruppo di volontari costituito nel 2023 per salvaguardare il patrimonio culturale e ambientale della strada, tra le più amate dai tiburtini, molto frequentata tanto per attività ludico-didattiche quanto per le peculiarità storico-naturalistiche, oltre ad essere molto apprezzata e utilizzata da cicloturisti e podisti (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Durante i controlli non è stata rinvenuta la presenza di cacciatori.






























