MONTEROTONDO – Il SS Gonfalone perde anche Ortopedia

L’ospedale come una scatola vuota, tanti lavori e investimenti negli ultimi anni, ma i servizi continuano a sparire

Monta il malcontento in città per i servizi che a mano a mano vengono tolti all’ospedale di Monterotondo. Mentre da una parte si comunicano investimenti in altri nosocomi, anche grazie all’emergenza Covid (anche il SS Gonfalone ha visto recenti ristrutturazioni), dall’altra si depotenzia e si svuota un ospedale che assomiglia sempre più a bella scatola vuota. L’ultimo caso in ordine di tempo è la perdita dell’ambulatorio di Ortopedia. Da fine giugno infatti non c’è più la possibilità di avere un medico specialista per le visite programmate e quindi viene chiesto di andare a Tivoli anche per mettere un gesso. Un bel problema se si pensa che una persona con un braccio o una gamba rotta devono affrontare un viaggio di 30 o 40 minuti in macchina pieno di curve e buche per strada. Inoltre è uno dei servizi che maggiormente caratterizzano un pronto soccorso.
La perdita del servizio di Ortopedia si va a sommare ai mille disagi registrati in questi ultimi tempi. A livello di personale l’assenza di un cardiologo dopo le 4 del pomeriggio, un ginecologo H24 al Pronto Soccorso, una unità coronarica per la medicina d’urgenza. A livello di strutture: un adeguamento della diagnostica per immagini con apparecchiature per la risonanza magnetica, manca perfino un mammografo a tempo pieno.
Secondo molti uno dei problemi è quello che manca un Direttore Sanitario presente sul posto. Infatti il ruolo è ricoperto da Orlando Salvati che però è stato trasferito da un anno e mezzo presso la sede principale della Asl a Tivoli. Mediamente viene a Monterotondo una volta a settimana e svolge il ruolo di coordinamento principalmente “a distanza”.
Va detto che negli ultimi anni sono stati realizzati diversi investimenti economici per la struttura. Dal reparto di Lungodegenza al pre triage, fino alla sala operatoria, ma tanti altri erano previsti e non sono stati realizzati.
“Il Santissimo Gonfalone ha subìto negli anni la riduzione d’interventi a un solo giorno a settimana al reparto di ortopedia, la soppressione della chirurgia d’urgenza, della ginecologia e ostetricia – attacca il consigliere comunale di opposizione, Simone Di Ventura – I tagli lineari alla sanità regionale operati dalla giunta di Nicola Zingaretti hanno via via privato il nosocomio di professionalità e eccellenze. L’ospedale doveva rinascere nelle promesse dell’amministrazione comunale, del sindaco del Pd Riccardo Varone, stesso colore politico del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, veri responsabili di questo disastro, invece i risultati sono purtroppo sotto gli occhi di tutti”.

Condividi l'articolo:
LEGGI ANCHE  Regione Lazio: bene i conti, i giudici amministrativi promuovono il bilancio '20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *