GUIDONIA - Rifiuti, il Tar riapre la strada per l’impianto

I giudici bocciano la chiusura di via dell’Inviolata disposta il 4 agosto dal sindaco e condannano il Comune a pagare le spese di giudizio. “Lisciabbusso” per Barbet: non ha mosso un dito per evitare che la strada divenisse una discarica. Sempre più vicina l’apertura del Tmb. Sentenza il 14 gennaio 2022

Era un atto scritto coi piedi senza né capo né coda. Per questo il Tar del Lazio ha annullato l’ordinanza numero 190 del 4 agosto firmata dal sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet per la chiusura di via dell’Inviolata, strada di proprietà della Città Metropolitana di Roma, unica via di accesso all’impianto Tmb di Manlio Cerroni.
Con l’ordinanza numero 5510 pubblicata oggi, giovedì 14 ottobre, i giudici hanno accolto la domanda della “Ambiente Guidonia Srl”, società proprietaria dell’impianto che il 24 agosto aveva già ottenuto la sospensione dell’efficacia dell’ingiunzione di Barbet.
Poiché invasa da rifiuti abbandonati da “zozzoni” e svuotacantine, il sindaco aveva vietato la circolazione di qualsiasi veicolo fatta eccezione per quelli di emergenza e delle forze delll’ordine, oltre ai mezzi adibiti alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree industriali dell’ex discarica dell’Inviolata, dello stesso impianto Tmb, oltre che dell’impianto della società Marco Polo Engineering, di Autostrade per l’Italia, del Gasdotto e di siti collegati.
Il Tar ha censurato il comportamento del sindaco perché con la chiusura “preclude l’accesso al Tmb dei mezzi per il conferimento dei rifiuti, impedendo così l’ordinario e legittimo esercizio dell’attività di trattamento dei rifiuti autorizzata legalmente, avente carattere essenziale e rispondente ad interessi pubblici di primario rilievo”.
I giudici hanno anche rincarato la dose nei confronti di Barbet, evidenziando che l’abbandono di rifiuti in via dell’Inviolata da parte di ignoti è nota da tempo all’amministrazione 5 Stelle, la quale non solo non ha utilizzato gli strumenti previsti dall’ordinamento per fronteggiare la situazione riscontrata, ma non ha neppure ritenuto di autorizzare la società “Ambiente Guidonia” a provvedere alla rimozione dei rifiuti, eliminando così i presupposti all’ordinanza di chiusura.
Il Comune è stato condannato a pagare mille euro per le spese di giudizio oltre accessori di legge.
La sentenza per la definizione del giudizio nel merito sarà emessa il 14 gennaio 2022.

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