Richard Gere teste contro Salvini

Secondo Open Arms, "l'attore può riferire quali fossero le situazioni a bordo della nave bloccata dall'ex ministro"

Richard Gere deporrà come teste  in aula, a Catania, nel processo a carico di Matteo Salvini accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver bloccato per giorni da ministro dell’Interno il lo sbarco di 147 migranti a bordo della nave della ong spagnola Open Arms. Lo ha deciso il presidente della II sezione penale, Roberto Murgia, dinanzi al quale si celebra il processo.  Tra i testimoni ammessi anche: l’ex premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e tre componenti del governo Lega-M5s: l’ex vice premier Luigi Di Maio e gli ex ministri ai Trasporti Danilo Toninelli e alla Difesa, Elisabetta Trenta. Citato anche l’ex premier maltese Muscat.

IL RISCHIO SPETTACOLARIZZAZIONE
La procura all’inizio si era opposta (per il rischio di spettacolarizzazione dell’udienza) alla testimonianza della star statunitense ma, la difesa di Open Arms, che aveva citato l’attore americano aveva ribadito: “Gere è stato a bordo della nave il 9 agosto 2019 e ci può riferire quali fossero le situazioni complessive a bordo”. Il presidente ha quindi rinviato il processo al 17 dicembre. La posizione del procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, era tutt’altra. “A proposito dell’inserimento tra i testi dell’attore e star internazionale Richard Gere, richiesta da una parte civile – aveva spiegato – ricordo che un teste deve essere ammesso e sentito per fornire un contributo utile. Al di là della spettacolarizzazione data dalla presenza di una star internazionale, che non interessa questa procura, ci sono ben altri e ben più qualificati testi che possono riferire sulle condizioni complessive dell’imbarcazione, sullo stato dei naufraghi e del personale di bordo. Quindi al di là degli aspetti solidaristici che apprezziamo, non ci pare che la testimonianza di Richard Gere possa apportare un contributo decisivo per la definizione di questo procedimento”.

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SALVINI, “MEGLIO ZALONE”

La notizia sull’ipotesi di convocare Richard Gere come teste al processo Open Arms era stata diffusa qualche settimana fa e Salvini  l’aveva subito commentata: “Ho saputo in questi giorni che al processo a cui vado a Palermo perché ho cercato di bloccare gli scafisti, tra gli altri testimoni che verranno ad accusarmi che sono razzista, aguzzino, leghista, hanno convocato per provare a mandarmi in galera anche Richard Gere. Io pensavo fosse un attore, non so a che titolo lo hanno convocato. Al mio avvocato ho detto che dobbiamo rispondere almeno con Raul Bova, Lino Banfi e Checco Zalone, persone di maggior livello”.
L’ex titolare del Viminale aveva anche sottolineato che “non è diritto di un ministro ma un dovere bloccare l’immigrazione clandestina. Quel giorno comunque almeno gli chiederò l’autografo e lo porterò a mio figlio”.

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