Un affresco del non-sistema-italia

Mentre il nostro paese sembra preoccupato solo di chi farà il presidente della repubblica on una nostra intervista l’imprenditore Filippo Lippiello evidenzia le falle di un funzionamento che ha bisogno di una revisione profonda

Si parla del “fare sistema”. È un leit motiv che un imprenditore come Filippo Lippiello ha sempre sostenuto. Economia reale e capacità di indirizzo della sfera direzionale del paese. Nell’intervista parla della necessità di “ un sistema paese in cui ci sia dialogo tra le varie istituzioni e il mondo economico ”.

L’imprevedibilità è tanta e tale dal accentuare il pericolo di fare errori. Si guarda quindi alla “programmazione” ed il presidente del Consiglio in carica – si aggiunge da parte dello scrivente – è stato scelto proprio in base ai requisiti di preveggenza, organizzazione, capacità luminare di vedere alcuni sbocchi futuri.

Peccato che ci si trovi in un trapassamento del guado appena accennato. Da Mario Draghi ci si aspettava di più. Ma forse a nuocergli sono le presenze di una classe politica parassitaria e troppo legata a vicendevoli tensioni per avere il propellente di quella spinta che ci aspettavamo.

Il Pnrr ha appena superato la prima fase e troppe altre ne dovrà conoscere per dirsi attuato. Ma nel frattempo proprio quella classe politica che avrebbe dovuto dare il buon esempio e farsi ammiraglia della transizione ha rimandato tutti i suoi appuntamenti. Non avremo riforma dell’Irpef e delle pensioni. Non avremmo riforma del Consiglio Superiore della Magistratura né tantomeno del funzionamento nella giustizia amministrativa. Credevano di esser stati bravi nella lotta al Covid, addirittura migliori di Inghilterra, Francia e Germania, ma quando il virus è sceso verso Sud prendendo anche l’Italia le illusioni d’autunno si sono sciolte al sole d’inverno. Non si capisce perché dovremmo avere così caro questo governo, questo asse di unitarietà forzosa, questo presidente del Consiglio bravo in finanza internazionale, scarso in politica e gaffeur inarrivabile.

Ma se così è, risulta chiaro come per questo Mario Draghi sia diretto alla presidenza della repubblica. Nel primo scranno al Quirinale ci sono sempre andati uomini politici di serie B, mai affermati nell’agone vero, che hanno accettato di fare i notai per sette anni di decisioni prese in altri contesi. Così è stato Mattarella, Napolitano (eterno numero due nel Pci), Scalfaro (ricordato più per la sua vocazione alla Madonna e per l’antiberlusconismo che per un suo tratto da costituzionalista) … Cossiga quando si rese conto che una fase della Storia era tramontata si divertì a prenderla a picconate per finirla …

IN sostanza, con una pandemia e una crisi ancora in atto, abbiamo ben altro di cui preoccuparci che del presidente della repubblica di cui preoccuparci. E proprio perché non ci interessa verrà contrabandato come argomento centrale. Fin quando ci accorgeremo che ben altro era il problema, e poi ben altro ed altro ancora …

 

 

 

 

 

 

 

Appuntamento coi rincari

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