Un altro caso di Malasanità a Tivoli.
Un’altra vittima di errore medico.
L’ennesimo atto pubblico in cui la Asl Roma 5 occulta il nome dell’ospedale all’interno del quale si è consumata la tragedia.
Il Direttore Generale della Asl Roma 5 di Tivoli Silvia Cavalli
La vicenda è riassunta nella delibera numero 1205 – CLICCA E LEGGI LA DELIBERA - firmata giovedì 4 giugno dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale Silvia Cavalli.
Dall’atto emerge che il 7 aprile 2018 una paziente è deceduta in un ospedale della Asl.
Dell’ospedale non viene indicato il nome all’interno dell’atto pubblico, applicando così la legge sulla privacy ad una struttura pubblica all’interno della quale è accaduto un fatto di interesse pubblico per il quale un’azienda pubblica risarcisce il danno con soldi pubblici.
Fatto sta che il 6 maggio 2019 l’erede della paziente notifica all’Azienda sanitaria una richiesta di risarcimento danni per l’errore medico che l’hanno portato alla morte.

La sede della Direzione Generale della Asl Roma 5 di Tivoli
Il sinistro viene regolarmente aperto presso la presso la “AmTrust Assicurazioni Spa”, la Compagnia assicurativa con la quale la Asl ha regolare polizza per la responsabilità civile verso terzi e per prestatori d’opera.
Ma a distanza di due anni, il 19 ottobre ottobre 2021 l’erede della paziente presenta al Tribunale Civile di Tivoli ricorso per accertamento tecnico preventivo, ossia per far valutare la controversia a un consulente nominato dal giudice (CTU) con l’obiettivo specifico di favorire un accordo.
Il 30 gennaio 2023 l’erede cita la Asl davanti al Tribunale di Tivoli e lo scorso 23 marzo 2026 il Giudice avanza proposta conciliativa, proponendo alla parte lesa un risarcimento di 180 mila euro omnicomprensivi, di cui 150 mila a carico della ASL Roma 5 e i restanti a carico della “AmTrust Assicurazioni Spa”.
A quel punto, il primo aprile scorso il sinistro è stato trattato dal Comitato Valutazione Sinistri (CVS) della Asl e dall’Ufficio Affari Generali che ha rilasciato parere favorevole alla proposta conciliativa del giudice dando comunicazione ai sanitari coinvolti.





























