MONTEROTONDO – Aggressione in Pronto Soccorso, CISL: “Misure concrete per proteggere chi lavora”

I sindacalisti Francesco Antonelli, Riccardo Mariani, Luca de Pinto e Antonia Greco sollecitano la Asl Roma 5

In riferimento all’articolo MONTEROTONDO – Paziente esagitato picchia sanitari e carabinieri: caos al pronto soccorso, dai Coordinatori CISL FP ASL ROMA 5, Francesco Antonelli e Riccardo Mariani, e dai Delegati CISL FP ASL ROMA 5, Luca de Pinto e Antonia Greco, riceviamo e pubblichiamo una richiesta urgente di interventi concreti a tutela della sicurezza dei lavoratori inviata al Direttore Generale Asl Roma 5 Silvia Cavalli, al Direttore Sanitario Asl Roma 5 Franco Cortellessa, al Direttore Amministrativo Asl Roma 5 Giovanni Farinella, oltre che alla Direzione Sanitaria dell’ospedale di Monterotondo, al Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione Salvatore Perna, al Responsabile Risk Management  Roberto Corsi, al Direttore UOC Pronto Soccorso Tivoli e Monterotondo Enrico Ruggeri:

“La scrivente Organizzazione Sindacale CISL FP ASL Roma 5 esprime profonda preoccupazione per l’ennesima aggressione verificatasi ai danni del personale del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Monterotondo.

Purtroppo non si tratta di un episodio isolato.

Negli ultimi anni il Pronto Soccorso di Monterotondo è stato più volte teatro di aggressioni nei confronti degli operatori sanitari.

A tali eventi si aggiungono le recenti aggressioni avvenute presso lo SPDC e i numerosi episodi che continuano a verificarsi nei diversi presidi della ASL Roma 5.

Un quadro che, pur inserendosi nel più ampio e preoccupante fenomeno delle aggressioni che quotidianamente interessano le strutture sanitarie di tutto il Paese, non può in alcun modo giustificare l’assenza di misure efficaci di prevenzione e tutela a livello aziendale.

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Ogni aggressione rappresenta un fallimento del sistema di tutela dei lavoratori.

Non è più accettabile che il personale sia costretto a svolgere la propria attività in un contesto nel quale il rischio di subire violenze verbali e fisiche sia ormai considerato una normale componente del lavoro.

Mentre l’Azienda dimostra estrema solerzia nel richiedere dettagliate relazioni al personale ogniqualvolta l’utenza manifesti insoddisfazione per il servizio ricevuto, appare doveroso domandarsi con la stessa fermezza: quali iniziative concrete sono state adottate per tutelare gli operatori ogni qual volta sono loro a diventare vittime di aggressioni?

La sicurezza dei lavoratori non può essere affrontata esclusivamente dopo ogni episodio con comunicati di circostanza o manifestazioni di solidarietà.

Sono necessari interventi organizzativi, strutturali e preventivi che riducano concretamente il rischio e garantiscano condizioni di lavoro sicure, nel rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.

Per tali ragioni, la CISL FP ASL Roma 5 chiede l’immediata convocazione di uno specifico tavolo di confronto con la Direzione Strategica, il Servizio di Prevenzione e Protezione, il Risk Management, le Relazioni Sindacali e tutti i soggetti competenti, finalizzato ad individuare e condividere misure efficaci per prevenire e contenere il fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale.

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È necessario affrontare con urgenza temi quali il rafforzamento dei sistemi di vigilanza e controllo degli accessi, l’adeguamento delle misure di sicurezza nei reparti maggiormente esposti, la revisione delle procedure di gestione degli eventi critici, il potenziamento del personale addetto alla vigilanza e ogni ulteriore intervento ritenuto utile a garantire la tutela degli operatori.

La CISL FP ASL Roma 5 ritiene che la tutela della salute e della sicurezza degli operatori non possa più essere rinviata né affidata a interventi episodici successivi all’accadimento degli eventi.

Qualora non dovessero seguire, in tempi rapidi, iniziative concrete e verificabili finalizzate a rafforzare la sicurezza del personale, la CISL FP ASL Roma 5 si riserva di investire della questione tutti gli organi istituzionali competenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché di intraprendere ogni ulteriore iniziativa sindacale e legale ritenuta necessaria per la tutela dei lavoratori e per l’accertamento delle eventuali responsabilità”.

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