Monterotondo – Il Comune scende in campo contro il gioco d’azzardo

Avviare iniziative di forte sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo e chiedere nuove leggi nazionali e regionali che regolamentino il gioco e diano reale potere di agire ai Sindaci. Sono gli obiettivi del “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, promosso dall’associazione delle autonomie locali “Legautonomie” in collaborazione con il magazine “Terre di mezzo”, a cui hanno già aderito oltre trecento Comuni italiani. Tra questi Monterotondo, la cui adesione sarà deliberata, su proposta del sindaco Alessandri, nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 19 Dicembre.
“Quelli del gioco d’azzardo ancorché lecito – afferma il sindaco Mauro Alessandri – sono numeri impressionanti: 80 miliardi di fatturato in Italia, 12% della spesa delle famiglie italiane, quasi mezzo milione di slot-machine, oltre 6mila agenzie autorizzate. Un fenomeno che attira mafie di ogni latitudine, microcriminalità, strozzinaggio e soprattutto provoca una dipendenza patologica che ogni anno produce gravissimi e spesso irreparabili drammi umani, familiari, sociali ed economici”.
“Degli oltre 15 milioni di giocatori italiani abituali – conferma l’assessore alla Sanità Walter Antonini – due milioni sono infatti a rischio patologico e almeno 800mila già malati conclamati. Le persone più interessate al gioco e quindi maggiormente esposte al rischio di sviluppare patologie appartengono oltretutto a fasce deboli e fragili della società: indigenti, lavoratori saltuari, cassintegrati, sempre più giovani e giovanissimi. Nemmeno i bambini sono al riparo: l’8% tra i sette e gli undici anni gioca a soldi online, il 15,3% scommette nei giochi offline. Le conseguenze rappresentano una vera e propria emergenza: vulnerabilità psicologiche, difficoltà relazionali, logoramento di rapporti familiari, vessazioni da parte di usurai, perdita del lavoro, suicidi”.
Fenomeni devastanti ma poiché il gioco d’azzardo lecito è materia statale, i Comuni non hanno per contrastarli alcun potere regolativo, ispettivo o tanto meno autorizzativo.

“Come denunciava qualche mese fa il sindaco di Milano Pisapia – continua Alessandri – può benissimo accadere che una sala slot venga aperta a due passi dal Duomo senza che il Comune possa far nulla per impedirlo. Vale per Milano come per qualunque comune italiano”.
Per questo i Comuni aderenti al Manifesto chiedono una nuova legge nazionale fondata sulla riduzione dell’offerta di gioco, sul contenimento dell’eccesso, con una adeguata informazione e una attività di prevenzione e cura; chiedono leggi regionali in cui siano esplicitati i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dei rischi del gioco, per il sostegno alle azioni degli enti locali. Soprattutto chiedono che sia consentito il potere di ordinanza dei sindaci per definire orari di apertura e distanze dai luoghi sensibili delle sale gioco nonché parere preventivo e vincolante dei Comuni per l’installazione dei giochi d’azzardo.
“Oltre a chiedere strumenti normativi adeguati – conclude il sindaco – l’impegno che ci prediamo è quello di sollecitare e favorire l’attivazione di reti territoriali con associazioni, volontari e forze dell’ordine e sovraterritoriali con Asl, Prefettura, Questura e DIA, così da svolgere in maniera più efficace e coordinata attività di prevenzione, controllo e contrasto. Ma soprattutto a lavorare, senza sosta, per recuperare e valorizzare quei valori fondanti delle comunità italiane, basati sul lavoro, sull’impegno e sui talenti che restano l’argine culturale più efficace di fronte all’impoverimento etico di cui il proliferare del gioco d’azzardo è, a mio avviso, un sintomo evidente”.

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