Ferentino lo ricorda, Tivoli lo ignora
Simone Cola era legato a Ferentino (Frosinone) dove nel 2005 si svolsero i funerali alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. LƬ aveva sposato la moglie Alessandra nel 2001, e forse sarĆ anche per questo che oggi, in occasione del decennale dalla scomparsa del militare, il Comune di Ferentino ha organizzato una serie di celebrazioni religiose e liturgiche, e una mostra fotografica in onore del maresciallo scomparso. Inoltre in un piazzale di una scuola della cittĆ sarĆ posizionato un elicottero in mostra statica proprio a commemorare la tragedia.
A Tivoli invece il decennale ĆØ passato praticamente inosservato. Nessuna cerimonia di commemorazione, nemmeno un manifestin per ricordare il concittadino da parte delle istituzioni comunali.
m.c.
La ricostruzione di quel tragico 21 gennaio
Quel venerdƬ 21 gennaio di dieci anni fa doveva essere un giorno come tanti altri, un pattugliamento dallāalto come quelli effettuati in oltre 4000 ore di volo dagli elicotteri del contingente italiano impegnato in Iraq nella missione āAntica Babiloniaā. Invece quellāintervento sui cieli di Nassiriya, sorvolando la parte della cittĆ attraversata dal fiume Eufrate, ĆØ diventato una tragedia per Simone Cola, 31 anni di Villa Adriana di Tivoli, maresciallo scelto dellāaviazione dellāesercito, morto dopo essere stato raggiunto da un colpo di kalashnikov, sparato da terra, nellāunico punto non protetto dal suo giubbotto antiproiettili.
Il tiburtino si trovava a bordo dellāelicottero AB 412, in supporto ad un contingente di terra portoghese, anchāesso inquadrato nel nostro contingente, attaccato da alcuni miliziani dello sceicco Aws al Khafaji, legato al gruppo sciita di Moqtada Al Sadr. Un volo a bassa quota, di pattugliamento, effettuato ad alta velocitĆ , ma con il fianco scoperto agli attacchi nemici. Ed ĆØ proprio in uno di questi scontri a fuoco che alle 12.15 locali, le 10.15 italiane, Simone Cola ĆØ stato raggiunto dal proiettile.
Il maresciallo, tecnico esperto del gruppo Rale, quello addetto al controllo, riparazione e manutenzione elicotteri, dellāAves, infatti, si trovava vicino al portellone, in qualitĆ di mitragliere scelto, il ruolo con cui era inquadrato nel reparto operativo autonomo della nostra base di Talil, nel sud dellāIraq. Immediato il rientro alla base ed il trasporto nellāospedale di campo italiano, risultato però vano.
“I chirurghi – recitava una nota del Ministero della Difesa – hanno tentato di stabilizzare le sue condizioni ma ogni tentativo ĆØ risultato vano. Alle ore 13.35 (locali, le 11.35 italiane, ndr) ne ĆØ stato dichiarato il decesso”.
Un solo colpo, ma fatale, il proiettile ĆØ entrato nella parte anteriore dellāascella sfiorando il giubbotto di protezione, ha attraversato il torace lesionando il polmone e provocando unāemorragia, per poi uscire nella regione posteriore del torace senza interessare i grossi vasi. Il colpo insomma, come ha sottolineato Giancarlo Umani Ronchi, medico ordinario di Medicina Legale dellāUniversitĆ di Roma āLa Sapienzaā, dopo lāautopsia, ha trovato lāunica strada possibile e lāunico punto non protetto, facilitato, come detto dal medico che ha effettuato lāesame autoptico Paolo Arbarello, dal fatto che Simone Cola era chinato in avanti per la posizione dellāelicottero.
Croce d’onore alla memoria
Simone Cola fu insignito della Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero, alla memoria.
Questa la motivazione:
“Giovane sottufficiale specialista di elicottero dalle straordinarie qualitĆ morali e professionali, comandato in missione in terra irachena, nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia”, si prodigava con grande professionalitĆ ed entusiasmo partecipando a numerose missioni di ricognizione. Il 21 gennaio 2005, nel corso di un volo di ricognizione e osservazione effettuato in supporto ad una contestuale attivita’ operativa condotta, sul terreno, da forze del contingente nazionale, veniva raggiunto da un colpo di arma da fuoco ostile esploso da terra. colpito a morte, perdeva la vita nell’adempimento del dovere. Con il suo sacrificio ha contribuito in misura rilevante ad accrescere il prestigio dell’Italia e delle sue forze armate in ambito internazionale, tenendo alto l’ideale di pace e solidarietĆ fra i popoli.
Cieli di An Nassiriya – Iraq, 21 gennaio 2005″





























