TIVOLI – Quintiliolo, la Soprintendenza chiede di modificare il progetto

Il cemento a sostegno del muro franato non convince: i tesori naturalistici e storici vanno tutelati

Il progetto è compatibile, ma necessita ancora di qualche “ritocco”, purché a realizzare e a vigilare sui lavori ci siano mani ed occhi esperti.

E’ in sintesi il parere espresso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio sulle opere di sistemazione e ripristino di via di Quintiliolo, la strada alternativa alla via Tiburtina che collega le periferie con il centro di Tivoli, chiusa dal 9 giugno 2020 a causa della frana di un muro.

Venerdì 4 novembre il dirigente all’Urbanistica del Comune di Tivoli Vincenzo Maia ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica semplificataCLICCA E LEGGI L’AUTORIZZAZIONE - alla Città Metropolitana di Roma, Ente proprietario della strada deputato alla redazione del progetto di ripristino e all’assegnazione dell’appalto da 750 mila euro.

L’autorizzazione rilasciata dal Comune di Tivoli è subordinata al via libera della Soprintendenza in quanto è sottoposta a vincolo l’area in cui sono previsti i lavori di sistemazione e ripristino di Via Santissima Maria di Quintiliolo e quelli per il miglioramento della viabilità sull’intersezione con la Strada Provinciale Quintiliolo, meglio nota come “Strada per Marcellina”.

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A tal proposito la Soprintendenza ha dettato alcune condizioni prima del rilascio del titolo abilitativo edilizio sul tracciato viario di origine antica.

La prima condizione è che un archeologo controlli gli scavi per la ricostruzione del muro franato due anni e mezzo fa per tutelare sia l’antica strada che il condotto in muratura scoperto che adduceva acqua alla grande cisterna della vicina Villa di Quintilio Varo, situato a monte della via Tivoli – Marcellina, i resti del quale potrebbero essere discesi a valle.

La Soprintendenza ha inoltre imposto che la ricostruzione della porzione della muratura franata sia effettuata sotto la direzione tecnica di un restauratore di comprovata esperienza nel settore lapideo.

E non è finita.

Gli archeologi nutrono dubbi sulla struttura in cemento armato prevista alla base del muro franato.

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Deve essere fornita – scrive in sintesi la Soprintendenza – una ipotesi strutturale alternativa, decisamente meno invasiva, pur rispettando la sicurezza della sede stradale prevista a sbalzo nel lato a valle, con il parapetto murario preesistente e a monte quello della stesso sbalzo nel punto di innesto della Strada Provinciale Quintiliolo su Via S.S. Maria di Quintiliolo, che non appare, nei grafici qui pervenuti, adeguamento studiato”.

Trattandosi di area di altissimo pregio paesaggistico e ricadente in zona di Paesaggio naturale del PTPR vigente – spiegano ancora gli archeologi – deve essere realizzato un progetto esecutivo di dettaglio delle opere a verde e la piantumazione delle essenze prescelte deve essere inserita nel Computo metrico e negli altri documenti che andranno in appalto, prima dell’indizione dell’appalto”.

Ovviamente le modifiche indicate e realizzate dagli uffici della Città Metropolitana di Roma andranno concordate preventivamente con la Soprintendenza.

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