TIVOLI – Il capriolo è tornato a Monte Catillo: salvato da una task force istituzionale

L’animale era rimasto intrappolato nel giardino di una casa

Per catturarlo in sicurezza e restituirgli la libertà è stato necessario l’intervento di una vera e propria task force istituzionale.

Un gruppo di professionisti che sono riusciti a conquistare la sua fiducia, a rasserenarlo e bloccarlo nel migliore dei modi per trasportarlo nel suo habitat naturale.

 

Il capriolo rimasto intrappolato nel giardino di una casa a Tivoli Centro

 

Si è concluso con successo verso le ore 13 di oggi, giovedì 4 giugno, il salvataggio del giovane capriolo selvatico femmina rimasto intrappolato dalle prime ore di stamane in un’abitazione nei pressi di piazza Massimo, a Tivoli (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Con un salto scattante l’animale aveva superato la recinzione ed era penetrato nel giardino della casa, ma da lì non era più capace di uscire.

 

Il momento della cattura da parte di veterinari ed esperti

 

Sono stati i proprietari di casa a lanciare l’sos alla Polizia Locale di Tivoli, la quale a sua volta ha interessato del caso il sindaco Marco Innocenzi e Antonello Livi, incaricato per la Tutela degli Animali.

A quel punto, la prima ad essere informata è stata la Dottoressa Maria Vinci, Responsabile della Riserva Naturale di Monte Catillo, da dove presumibilmente il capriolo proveniva.

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Quindi, sono intervenuti anche gli agenti del distaccamento di Tivoli della Polizia Metropolitana, i volontari del Parco Faunistico dei Piani dell’Abatino diretto da Antonio De Marco e Giuseppina Lodovisi, tecnico naturalistico del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e Referente del Servizio Educazione Ambientale.

Su richiesta dell’incaricato sindacale Antonello Livi, la Polizia Locale ha allertato il Servizio veterinario della Asl Roma 5 coordinato dal Direttore della UOC Sanità Animale nonché referente del Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 5 Leonardo Luciani che ha inviato sul posto il veterinario Giuliano Grondi.

Al loro arrivo, gli esperti hanno trovato il capriolo molto spaventato e disorientato non riuscendo a trovare la via di fuga: per questo l’animale ha corso e saltato per ore da un angolo all’altro del giardino dell’abitazione colpendo porte e muri con la testa.

Stress e agitazione, alimentati dal caldo della giornata di oggi, hanno messo a rischio infarto il capriolo.

 

Il capriolo trasportato in auto verso il Parco dei Monti Lucretili

 

Per questo motivo in casi simili spesso si ricorre all’utilizzo della sedazione e della narcotizzazione: operazioni di esclusiva competenza di medici veterinari, Guardiaparco o agenti di Polizia Provinciale. 

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Operazione anch’esse rischiose in quanto il capriolo è un animale estremamente sensibile allo stress, e un intervento errato può causarne facilmente il decesso per miopatia da cattura.

 

Il momento della liberazione del capriolo

 

Fatto sta che la task force è riuscita a circoscrivere l’area di azione del capriolo nel giardino della casa, ad accerchiarlo, a coprirgli il volto con un cappuccio per evitargli ulteriore stress, a legare le zampe e caricarlo sulla vettura dei Guardia Parco trasportandolo nella Riserva Naturale di Monte Catillo dove ha ripreso a correre e saltare liberamente.

“Un servizio eccellente – commenta Antonello Livi, incaricato del sindaco per la Tutela degli Animali e responsabile delle Guardie Zoofile dell’Accademia Kronos Valle Aniene – Un elogio pubblico ai Servizi veterinari perché hanno preferito un intervento meno invasivo per il capriolo.

Sono orgoglioso e felice di essere riuscito a coordinare questo intervento, contattando non solo gli organi preposti ma anche quelli più competenti in materia”.

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