LICENZA – Migrante ubriaco si autolesiona in piazza con una bottiglia rotta

Ospite del Centro di accoglienza con psicosi. La sindaca: “Trasferito in una struttura a Guidonia”

Pare che per mandarlo in escandescenza sia stato sufficiente negargli una birra.

L’ennesima.

Così nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 4 giugno, un cittadino extracomunitario ha creato il panico in piazza della Libertà a Licenza, suggestivo Borgo di mille abitanti nel Parco Regionale dei Monti Lucretili.

Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, il fatto è avvenuto verso le ore 19, un orario in cui la piazza centrale del paese era ancora gremita di adulti e bambini.

 

Piazza della Libertà a Licenza

 

Il protagonista della vicenda è A. H., un 46enne richiedente asilo politico da pochi giorni ospite del locale Centro di accoglienza straordinaria (CAS), una struttura con circa 40 migranti.

All’improvviso l’uomo, in evidente stato di alterazione, ha rotto una bottiglia di vetro impugnandone il collo ha iniziato a correre nella piazza e si è auto inflitto alcune ferite sul corpo.

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A quel punto, i presenti hanno allertato il Numero Unico per le Emergenze 112 e sul posto è intervenuta una pattuglia di carabinieri e un’ambulanza del 118.

Ad allontanarlo dalla piazza sarebbero stati gli stessi cittadini presenti, dopodiché militari e sanitari sono riusciti disarmarlo, immobilizzarlo e sedarlo, per poi trasportarlo d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli.

I sanitari hanno riscontrato alcuni tagli superficiali auto inflitti con il vetro e diagnosticato uno stato di agitazione psico-motoria.

“Non si è mai verificato un episodio del genere – commenta la Sindaca di Licenza Ilaria Passacantilli, contattata telefonicamente dalla redazione di Tiburno.Tv – Si tratta di un fatto sporadico dovuto all’errata collocazione in struttura.

Sia l’amministrazione comunale che l’Arma dei carabinieri hanno già provveduto a segnalare il caso per allocare l’ospite in una struttura a Guidonia”.

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“L’amministrazione comunale – prosegue la sindaca Passacantilli – ha più volte sollecitato la cooperativa che gestisce il Cas di limitare il numero di ospiti, di non accogliere persone con patologie che non possono essere seguite adeguatamente per cui devono essere dirottate presso Centri socio-sanitari che abbiano competenze e mezzi per farlo.

Mi risulta che l’uomo protagonista dell’episodio di ieri sera sia un ospite arrivato alla fine di maggio: sicuramente erano in corso le pratiche di identificazione per dirottarlo in una struttura adeguata come è già successo qualche mese fa con un altro ragazzo attualmente seguito presso un centro specializzato per la patologia diagnosticata.

E’ chiaro che un Centro di accoglienza straordinaria in una città come Roma si mimetizza, ma una struttura così è impattante in una piccola comunità come la nostra”.

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