E’ psicosi stupratore a Monterotondo dopo la violenza sessuale denunciata domenica mattina 20 settembre da una donna italiana di 39 anni (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone
Lo ha messo nero su bianco oggi pomeriggio, giovedì 24 settembre, il sindaco Riccardo Varone in un comunicato stampa in cui chiede responsabilità, rispetto delle indagini e tutela della comunità.
Un appello rivolto soprattutto a chi nella serata di lunedì scorso 21 settembre ha diffuso sui Gruppi Facebook della città eretina e sulle chat l’immagine di un malcapitato uomo ripreso mentre percorre una strada di Monterotondo alle ore 6,26 di domenica mattina 20 settembre, un orario considerato compatibile con quello in cui si sarebbe consumata la violenza denunciata dalla donna.

L’immagine condivisa sui Social e nelle chat cittadine di Monterotondo
“Autore di violenza sessuale a Monterotondo – era stato scritto sotto la fotografia, anch’essa oggetto di indagine – le immagini sono pessime… (se ho qualcosa di migliore le giro) qualcuno ha in mente chi potrebbe essere da una prima visione ?
La PO riferisce probabile etnia rom”.
La vera storia raccontata ai carabinieri dalla 39enne di Monterotondo è stata pubblicata martedì pomeriggio 22 settembre in esclusiva nazionale dal quotidiano on line Tiburno.Tv e ripresa da tutte le testate giornalistiche.
Ora il sindaco Riccardo Varone sembra voler smorzare i toni.
“In merito alle notizie che stanno circolando negli ultimi giorni e nelle ultime ore su un presunto episodio di violenza sessuale nel nostro territorio, desidero rivolgermi direttamente a tutti e a tutte voi per fare chiarezza e invitare alla massima responsabilità – si legge nel comunicato stampa diffuso dal sindaco Varone – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo stanno svolgendo con il massimo impegno le indagini necessarie. Come confermato dalle stesse forze dell’ordine, si tratta di fatti ancora in fase di verifica. È fondamentale consentire agli inquirenti di lavorare nel silenzio e nel rispetto della verità”.
“Vi invito – prosegue il primo cittadino – alla responsabilità e vi chiedo con fermezza di interrompere la diffusione sui social media e nelle chat di messaggistica di audio, foto o nomi non verificati.
Questo comportamento:
• Genera un allarme sociale ingiustificato e dannoso per la serenità di tutti.
• Rischia di ostacolare e compromettere le indagini ufficiali.
• Può colpire e danneggiare persone del tutto estranee a fatti, peraltro ancora tutti da verificare”.
“La sicurezza della nostra comunità – conclude il sindaco di Monterotondo – si tutela attraverso la fiducia nel lavoro delle Forze dell’Ordine e delle Autorità giudiziarie e l’adesione ai fatti certi, non cedendo alla psicosi o alla rincorsa di notizie incontrollate.
Ribadisco infatti e vi ricordo che le uniche fonti affidabili e autorizzate alla diffusione di notizie in merito sono gli stessi organi inquirenti”.






























